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    In pensione a 40 anni – FIRE, Financial Independence, Retire Early

    Ciao amici,

    oggi vi voglio proporre un concetto bellissimo che sto abbracciando da qualche tempo.
    Oggi parliamo di FI e di RE, 2 concetti distinti che spesso vanno a braccetto.

    Ma per cosa stanno queste sigle?

    FI sta per Financial Independence, mentre
    RE sta per Retire Early.

    Fire financial independence retire early
    Raggiungi l’indipendenza finanziaria e smetti di lavorare per vivere.

    Insieme fanno FIRE, uno stile di vita, un movimento, che sta crescendo anno dopo anno in tutto il mondo.
    FIRE, Financial Independence, Retire Early, vuol dire in pratica diventare Finanziariamente Indipendenti per ritirarsi (ossia mettersi letteralmente in pensione!) presto.

    Ma presto quanto? (più in basso puoi scaricare un Excel gratuito per simulare fra quanti anni raggiungerai la tua indipendenza finanziaria!)

    Presto, anzi PRESTISSIMO!
    I più bravi e fortunati sono riusciti nell’impresa già a 35 anni, chi addirittura prima, altri ci andranno magari a 50… ma l’importante è arrivarci prima dei 70/75 che ci chiede la Società moderna.

    Sembra fantascienza, ma in realtà è semplice matematica, unita ad una visione.
    Ma facciamo un passetto alla volta, prima un po’ di storia.

    I concetti di base del FIRE Movement nascono nel 1992 dal libro che è considerato un MUST del FI (Financial Independence), che è “Your Money or Your Life”  scritto da Vicki Robin e Joe Dominguez.
    Il libro naturalmente esiste anche in Italiano con il titolo “O la borsa o la vita” e la lettura è caldamente consigliata (se siete interessati i link vi indirizzano alla pagina relativa del libro, dove trovate i vari link per acquistarlo in Italiano e Inglese).
    Passando ad un secondo libro, padre del movimento RE, ossia Retire Early, nel 2010 esce un secondo MUST che è il libro “Early Retirement Extreme” di Jacob Lund Fisker (non c’è in italiano, ma vi linko l’inglese), l’ennesimo Danese illuminato (tra l’altro un fisico teorico, con mia grande stima) che si considera Finanziariamente Indipendente dall’età di 33 anni, dopo 5 anni di risparmi e con uno stile di vita estremamente sobrio e economico.

    Da questi personaggi, autori e libri poi sono nati tonnellate di siti, blog, altri libri… su internet il blog sicuramente più famoso è quello di Mr. Money Mustache, il blogger canadese Peter Adeney, un fu Software Engineer ritiratosi all’età di 30 anni, dopo aver accumulato 25 volte le sue spese annuali, in linea con la regola del 4% che vedremo tra poco. Ritiratosi nel 2005 ha lanciato il blog nel 2011 cavalcando il successo del libro “Early Retirement Extreme” uscito l’anno prima.

    Ma torniamo al metodo pratico. Come si fa?

    Le regole per raggiungere l’Indipendenza Finanziaria sono molto semplici, quasi banali, se vogliamo.

    1. Risparmiare
    2. Investire i risparmi
    3. Ottenere “passive income” crescenti, fino a quando questi non siano sufficienti a coprire le spese

    Naturalmente non è così semplice… risparmiare in una società che ci spinge a comprare sempre di più, a spendere e spandere, per finte necessità, per inadeguatezza o conformismo, è sempre più difficile e prevede una forza di volontà impressionante, soprattutto all’inizio.
    E qui sta il primo punto, alla base del risparmio c’è tagliare tutto il superfluo e iniziare a vivere (di nuovo!) una vita semplice, a basso costo, gratis.
    Non dobbiamo necessariamente vivere una vita di stenti e sacrifici, ma trovare un nuovo stile di vita, dove è possibile vivere con poco ed essere comunque soddisfatti.

    Retirement Plan

    Passando al lato pratico, uno dei parametri che il FIRE propone di monitorare è il “Saving Rate”, che è il valore percentuale di quello che riusciamo a mettere via mensilmente (o annualmente) rispetto al nostro “NET Income“, o stipendio netto.
    La maggior parte dei promotori finanziari suggerisce di risparmiare (e poi investire) almeno il 10/15% ogni mese. Alcuni consulenti finanziari (per me più furbi) suggeriscono di risparmiare almeno il 30%.
    Il FIRE suggerisce di puntare a risparmiare anche il 50% o oltre, se si riesce (qualcuno arriva anche al 70/80%!).
    Questo perché possiamo vedere i nostri risparmi come ANNI che possiamo vivere senza lavorare.

    Facile no? Se io ho messo da parte 50.000€ e ogni anno spendo mediamente 10.000€ io ho in banca 5 anni di vita senza lavoro.
    Oppure possiamo vedere il Saving Rate come anni di lavoro che mi servono per stare un anno senza lavoro.
    In parole povere, se il mio Saving Rate è 50% (50% l’ho “dovuto” spendere per sostenermi e 50% l’ho risparmiato) vuol dire che ogni anno di lavoro mi permette un anno senza lavoro.

    Per riprendere il concetto sviscerato bene da Jacob Lund Fisker nel suo “Early Retirement Extreme“:

    • quando un consulente “tradizionale” ti consiglia di risparmiare il 10%, vuol dire che devi lavorare 9 anni per poterti permettere 1 anno del tuo stile di vita (delle tue spese) senza lavorare
      • Pensa di guadagnare 30.000€ netti all’anno, 27.000€ li spendi tutti gli anni (il 90%)  e 3.000€ invece li risparmi (il 10% di Saving Rate)
      • Risparmiando 3.000€ all’anno ci vogliono 9 anni per accumulare abbastanza per vivere 1 anno senza lavoro, ossia i 27.000€
    • ma se invece risparmi il 75% vuol dire che OGNI ANNO di lavoro ti permette di risparmiare per altri 3 anni senza lavorare
      • Se guadagni 30.000€ netti all’anno e ti bastano 7.500€ all’anno per  vivere (il 25%) risparmi ogni anno 22.500€ (il 75% di Saving Rate)
      • Risparmiando 22.500€ ogni anno, vuol dire che OGNI ANNO hai guadagnato per ALTRI 3 anni senza lavorare (22.500 / 7.500 = 3)

    Questa proporzione è valida con qualunque reddito tu abbia, perché il Saving Rate è percentuale.

    Questi sono i primi concetti base che ci permettono di pianificare già adesso (in modo sicuramente approssimato, ma via via più preciso nel tempo) quando potremo teoricamente metterci in pensione e vivere di rendita.

    Partendo da questo ci sono diverse scuole di pensiero, ma la teoria più classica e accreditata è quella del 4% Safe Withdrawal, che poi va a braccetto con quella dell’accumulare il 25 volte le proprie spese annuali.

    Per capirsi, se il tuo stile di vita prevede una spesa annua di 10.000€, tu potresti essere più o meno al sicuro con un patrimonio di 250.000€, ossia 25 volte il valore.
    Naturalmente questo patrimonio se non investito non durerà tutto il tempo necessario, il patrimonio si svaluterà per l’inflazione perché le tue spese di fatto aumenteranno. Ma se già fosse protetto dall’inflazione (un qualche titolo di stato, conto deposito…) già potrebbe durarti 25 anni.
    Se poi questo fosse investito, se riuscisse a darti un 4% pulito e al netto dell’inflazione, possiamo vedere subito che il 4% di 250.000 equivale a 10.000€, che (rullo di tamburi) equivale alla tua spesa annua… così potresti vivere senza nemmeno toccare il tuo patrimonio.

    Facciamo ora un passo indietro e cerchiamo di capire il funzionamento degli interessi.
    Sono sicuro che tutti voi sappiate bene come funziona l’interesse composto, ma il mio cuore matematico mi impone di mostrarvi un esempio.

    Tieni duro, fra poco potrai scaricare l’excel gratuito che ho utilizzato per fare questi conti e fare la tua simulazione.

    Partiamo da qualche presupposto semplificato (e ipotizzato).

    • Supponiamo di non avere inflazione (oppure che sia stipendio che rendimenti siano al netto dell’inflazione)
    • Hai 30 anni e nel tuo conto corrente hai 10.000€
    • Guadagni mediamente 30.000€ NETTI all’anno (incluso tutto, buoni pasto, tredicesima, quattordicesima, etc.)
    • Ne usi 12.000€ all’anno per vivere (supponiamo 1.000€ al mese, per far conto tondo, un ottimo Saving Rate del 60%!)
    • Riesci ad ottenere un buon 5% NETTO dagli investimenti dei tuoi risparmi

    Fra quanti anni sarai Finanziariamente Indipendente? A quanti anni potrai decidere se lavorare ancora, per passione oppure dedicarti ad altro?

    Ebbene:

    Quando vado in pensione
    Quando vado in pensione

    Fra 10 anni sarai Finanziariamente Indipendente. Avrai accumulato 190.000€, che sono la somma di 10.000 iniziali più 18.000€ all’anno per 10 anni.
    Ma l’interesse composto ti ha portato ad avere un patrimonio di 242.691€ e se riuscirai ad ottenere il 5% netto dai tuoi investimenti, questi interessi saranno 12.134€, ossia superiori ai 12.000€ che ti servono per vivere.
    In 10 anni (se parti da 30 sei arrivato a 40 anni) hai raggiunto l’Indipendenza Finanziaria e i tuoi FU Money (concetto splendido!) necessari a poter decidere cosa fare della tua vita indipendentemente dai soldi.
    Puoi fare il falegname part time, volontariato, andare a pesca, coltivare l’orto, dedicarti ai figli, massacrarti di serie TV su Netflix o diventare il mago più cazzuto di League of Legends. Insomma puoi riappropriarti della cosa più importante che hai, il tuo tempo.

    Scarica gratuitamente questo semplice Simulatore FIRE per calcolare quando potrai diventare Finanziariamente Indipendente

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    Ma torniamo ai FU Money, cosa sono?

    Questo è un concetto di liberazione assoluto, un mantra!
    Quando hai raggiunto l’Indipendenza Finanziaria, il tuo patrimonio viene anche chiamato amichevolmente FU Money.
    Non hai più bisogno di lavorare per pagare le spese, puoi decidere cosa fare.

    • Il tuo capo ti tratta come uno zerbino: FU capo…
      Il tuo cliente continua a fare pretese insulse: FU cliente…

    L’avrete oramai capito, FU è un acronimo inglese… alla F mancano 3 lettere, vocale, consonante, consonante… la U sta per You…
    La risposta perfetta ad ogni schiavitù economica… puoi decidere cosa fare, non sei più costretto a chinare il capo al tuo capo solo perché devi lavorare per pagare le bollette… non devi più compiacere il cliente rompiballe perché devi finire di pagare il finanziamento della macchina… non ne hai più bisogno e puoi fare quello che vuoi!

    Se hai scaricato anche tu il Simulatore FIRE, fammi sapere in quanti anni potresti ritirarti.
    E diffondi il verbo, la vita è breve e meriterebbe di essere vissuta inseguendo le nostre passioni.

    Ciao,
    Emanuele

  • Blog,  I miei investimenti,  Piattaforme,  Portafoglio

    I miei investimenti – Agosto 2019

    Ciao investitori,

    questo mese mi perdonerete, ma siccome sono via, ho raccolto tutti i dati tra il 29 e il 30 di Agosto.. quindi in leggero anticipo, rispetto alla chiusura mese.
    Eventualmente con il post di fine Settembre farò le correzioni, ma immagino cambierà poco.

    Da questo mese vorrei inoltre proporvi un nuovo taglio del post, un po’ più dettagliato e ricco, sperando di far cosa gradita.

    Partiamo dagli strumenti che ho aumentato e da quelli che ho ridotto.
    Questo mese ho aumentato di 10.000€ il mio portafoglio Moneyfarm, era uno dei miei obiettivi e ho deciso di prenderlo tutto in una volta.
    Arrivando a 15.000€ di investito, le commissioni che andrò a pagare non saranno più dell’1% annuo, bensì dello 0,6% il che mi farà recuperare a spanne 70€ l’anno che altrimenti sarebbero andati a finire nei costi.

    Inoltre, come vi avevo anticipato il mese scorso, ho aumentato le posizioni di Bondster e Kuetzal… sono stati promossi entrambi al club 1.000€, come strumenti mi stanno piacendo.

    Fatto questo ho deciso di ridurre via via i portafogli di Twino, non in linea con le aspettative, e di Bondora sia Pro che Go&Grow.
    Ho sentimenti fortemente discordanti su Bondora, ma preferisco farvi un post a parte, ho diverse cose da scrivervi.

    Partiamo dalla composizione del mio portafoglio.

    Tipologia Investimenti Agosto 2019

    In numeri vuol dire:

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT 36,74 € 0,118 % 1,393 % 30.194,70 € 31.084,08 €
    ETF -110,21 € -0,719 % -8,46 % 15.000 € 15.222,15 €
    P2P Lending 98,02 € 0,946 % 11,14 % 10.014,70 € 10.461,08 €
    CrowdInvesting (CI) 38,91 € 1,244 % 14,65 % 3.000 € 3.166,64 €
    CrowdInvesting (RE) 10,02 € 0,451 % 5,30 % 2.180 € 2.234,21 €

    Da questo si vede come:

    Questo sbilanciamento importante sugli ETF per me vuole essere solo una condizione di passaggio. Avendo la somma necessaria ad aumentare il portafoglio ETF ad uno degli obiettivi che mi ero fissato (i famosi 15.000€), ho deciso di buttare tutto su quello strumento. Ma nei prossimi mesi (liquidità permettendo), vorrei tornare a foraggiare il P2P Lending e il Crowdinvesting a progetto, per aumentarne le rispettive percentuali.

    Attualmente le piattaforme CI, ossia Crowdestor, Envestio e Kuetzal, sono quelle che stanno performando meglio di tutto il portafoglio e sto valutando se aumentare l’investito ed eventualmente aggiungere un paio di piattaforme nuove in prova.

    Per quello che riguarda invece il rendimento delle piattaforme RE è più difficile da monitorare, perché in base al progetto in cui si investe, potremo avere dei pagamenti trimestrali, semestrali, oppure tutti in una volta alla fine del loan. Non avendo pagamenti mensili, sono difficili da comparare con gli altri strumenti, che invece danno la sensazione di performare meglio e constantemente. Detto questo il monitoraggio mensile è sicuramente più noioso e meno soddisfacente… ma vedremo a fine anno.

    Andiamo al riepilogo di tutti e 20 gli strumenti monitorati, come sempre ordinati per interesse mensile decrescente

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT 36,74 € 0,118 % 1,393 % 30.194,70 € 31.084,08 €
    Envestio (CI) 15,18 € 1,444 % 17,01 % 1.000 € 1.066,19 €
    Crowdestor (CI) 14,15 € 1,380 % 16,24 % 1.000 € 1.061,83 €
    Crowdestate (RE) 7,69 € 1,267 % 14,92 % 605 € 614,66 €
    Swaper (P2P) 11,93 € 1,152 % 13,56 % 1.000 € 1.047,71 €
    Grupeer (P2P) 11,36 € 1,084 % 12,76 % 1.004,70 € 1.059,47 €
    Peerberry (P2P) 11,02 € 1,067 % 12,56 % 1.000 € 1.043,85 €
    FastInvest (P2P) 10,50 € 1,008 % 11,87 % 1.000 € 1.052,42 €
    Mintos (P2P) 19,63 € 0,952 % 11,37 % 2.010 € 2.081,79 €
    Kuetzal (CI) 9,28 € 0,902 % 10,62 % 1.000 € 1.038,62 €
    Viainvest (P2P) 8,11 € 0,784 % 9,23 % 1.000 € 1.042,64 €
    Bondster (P2P) 6,69 € 0,660 % 7,77 % 1.000 € 1.020,32 €
    RoboCash (P2P) 6,40 € 0,620 % 7,30 % 1.000 € 1.038,35 €
    Bondora G&G (P2P) 5,97 € 0,564 % 6,76 % – € – €
    Viventor (P2P) 5,15 € 0,499 % 5,87 % 1.000 € 1.037,87 €
    Twino (P2P) 1,26 € 0,233 % 2,79 % – € 32,09 €
    Housers (RE) 1,27 € 0,211 % 2,48 % 575 € 603,85 €
    EstateGuru (RE) 1,06 € 0,206 % 2,43 % 500 € 515,70 €
    Bondora Pro (P2P) – € – % – % – € 4,57 €
    Bulkestate (RE) – € – % – % 500 € 500 €
    Moneyfarm (ETF) -110,21 € -0,719 % -8,46 % 15.000 € 15.222,15 €

    Ricordo inoltre che da qualche mese ho fatto qualche investimento in Equity CrowdFunding sulle piattaforme CrowdFundMe e Seedrs.
    Senza essere ripetitivo (farò post dedicato), se volete provare anche voi Seedrs, potete accedere ad un bonus di 25 Sterline (circa 27,5€) se vi registrate e investite almeno 150 sterline (circa 164€) nei primi 30 giorni… si può investire anche con carta di credito progetto per progetto.

    Tornando al portafoglio sopra, gli strumenti che stanno performando meglio sono sicuramente quelli in Crowdinvesting a progetto (CI), come Crowdestor e Envestio. Kuetzal rimane distaccato perché ho aggiunto fondi di recente, alcuni investimenti non hanno raggiunto la maturità necessaria per staccare interessi e ho ancora una somma disponibile non investita, in attesa di nuovi progetti.

    Envestio dopo un Maggio preoccupante e la carestia di progetti, sembra essersi ripreso del tutto, mentre Crowdestor quest’estate sta facendo faville, rilasciando un quantitativo impressionante di progetti con rendimenti molto interessanti.
    Come vi scrivevo sopra, sono realmente tentato ad aumentare questi 3 strumenti e sto anche valutando l’apertura di qualche piattaforma simile nuova, da provare. Ma vi aggiornerò il mese prossimo.

    Riguardo il P2P Lending, molti spesso mi domandano una lista di piattaforme preferite, migliori.
    La mia risposta è semplice, la prima per me è Mintos, poi segue Grupeer e infine Swaper e Peerberry a pari merito.

    A proposito, Swaper mi da la possibilità di offrirvi un Bonus extra del 2% sugli investimenti fatti per 90 giorni, essendo una piattaforma che rende mediamente il 12%, così arrivereste al 14%.
    Ma attenzione, è un’offerta a tempo e scade il 3 Ottobre, se siete interessati alla piattaforma fateci un pensiero.

    Proseguendo, Fastinvest meriterebbe un posto d’onore se mantenesse la promessa di divulgare qualche informazione in più sui Loan Originators (l’ha promesso entro l’anno). Per me è la migliore piattaforma in Italiano per User Experience.

    Tra l’altro riguardo Mintos ho recentemente pubblicato un post su come ottimizzare la tua strategia di Autoinvest con i Loan Originators che riconoscono anche gli interessi sui prestiti in ritardo!
    Puoi anche scaricare la lista completa in formato Excel. Ho aggiornato la lista il 28/08/2019, aggiungendo il nuovo LO SOS Credit.

    Sempre rimanendo in tema Mintos, sto provando lo strumento Invest&Access, ma penso che lo chiuderò lasciando il tutto in mano al mio AutoInvest, che mi soddisfa di più nella selezione degli Originators e dei Loans. Ma anche qua farò un post a parte (manca solo il tempo, ahimè!).

    Tornando all’elenco strumenti e al portafoglio, nella torta che vi propongo oggi ho tolto Moneyfarm dal totale, per andare a vedere la:

    Composizione degli strumenti P2P Lending e Crowdinvesting

    I miei investimenti Agosto 2019

    Non ho intenzione ad oggi di aumentare posizioni nel Crowdinvesting Real Estate (RE), almeno fino a quando non vedrò nei prossimi mesi i primi progetti chiusi con successo e qualche rendimento reale. Mi piacerebbe però aumentare gli strumenti  Crowdinvesting a progetto (CI), come Envestio e Crowdestor in primis! e qualche piattaforma di P2P Lending… ad esempio Swaper ha un programma Fedeltà che riconosce un 2% aggiuntivo se si investono 5.000€… la piattaforma sta già performando bene… ma quel 2% aggiuntivo mi fa tanta gola… come scrivevo sopra, quel 2% lo possono prendere tutti i nuovi registrati per 90 giorni, se si iscrivono da qua (io non l’ho avuto..).

    Tornando all’ottimizzazione del portafoglio, sto cercando di prelevare tutto da Twino e Bondora.
    Twino per me non era più in linea con le aspettative, offrendo solo Loans lunghissimi o all’8%, con poca liquidità.

    Bondora mi ha veramente stupito come mercato secondario, liquidissimo (anche qui dovrei fare post dedicato!)… il Portafoglio PRO l’ho già abbandonato, anche se ho circa 5€ che sono rimasti li in default in attesa di un possibile recupero crediti, mentre il Go&Grow l’ho svuotato in questi giorni (pagando 1€ verso il Conto Bondora). Sto avendo dei problemi al prelievo sul mio conto corrente, perché non me l’hanno ancora associato, nonostante avessi già fatto 2 bonifici… ho mandato un paio di mail di richiesta, vedremo cosa mi rispondono… vi tengo aggiornati.

    Detto questo ho qualche aspettativa per Settembre… non so se riuscirò ad aumentare ancora l’investito (dopo questa botta) o se dovrò aspettare Ottobre, ma ho delle sensazioni positive.

    Vi ricordo che potete dare un’occhiata alla mia pagina di riepilogo annua dove trovate l’andamento annuo, mese per mese.
    Oppure, se volete vedere qualche strumento in particolare, potete navigare tra gli andamenti e farvi un’idea.

    E per dubbi, consigli o suggerimenti, scrivetemi nei commenti o sui Social.
    Il motto è sempre lo stesso: Sharing is caring!

    Emanuele

  • Blog,  etf,  Piattaforme,  Recensioni

    Moneyfarm – La pagella

    Questa mia recensione è frutto solo ed esclusivamente della mia esperienza personale.

    Strumento Voto Finale
    Moneyfarm
    Voto
    RoboAdvisor su ETF
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice metà

    Moneyfarm è una piattaforma Italiana di Gestione Patrimoniale autorizzata Consob, succursale della casa madre Inglese MFM Investment Ltd.
    La sede legale è a Cagliari, dove vi è anche una delle 2 sedi operative, l’altra naturalmente a Milano.
    Moneyfarm propone 7 portafogli differenti e differenziati in base al profilo di rischio dell’investitore, basati su ETF a basso costo.

    Moneyfarm si definisce come un Consulente Finanziario Indipendente.
    Una piccola nota a riguardo, per quanto sia soddisfatto ad oggi dello strumento, per onor di cronaca, il Gruppo Allianz è entrato nel capitale di Moneyfarm nel 2018, diventando così il principale socio di minoranza. Solo perché mi piace essere onesto e trasparente, lascio a voi eventuali commenti.

    Tipologia Investimento Minimo Sede
    Tipologia
    Gestione Patrimoniale su ETF
    Investimento Minimo
    5.000 €
    Location
    Cagliari e Milano, Italia

    Questa pagella avrà un taglio differente dalle altre, perché la piattaforma ha una struttura diversa rispetto agli altri strumenti di P2P Lending e CrowdInvesting.

    Ma cercherò di essere comunque esaustivo. Partiamo dalle basi.

    Ma cosa sono gli ETF?

    Gli ETF sono gli Exchange Traded Fund e, in termini semplificati, sono come dei Fondi a Gestione Passiva con un paniere tale da replicare un determinato indice di riferimento (benchmark).

    Ma perché sono convenienti?

    Essendo a Gestione Passiva questi sono svincolati dalle abilità di gestione e compravendita del gestore, come abbiamo scritto sopra, altro non fanno che replicare un benchmark sul mercato.
    Sono strumenti normalmente molto liquidi e scambiati giornalmente su tutti i principali mercati azionari. Questa grande liquidità in assenza di gestioni costose, con il fine di replicare degli indici in realtà esistenti, fanno degli ETF degli strumenti estremamente validi e considerati sicuri.

    Navigabilità sito Reportistica
    Navigabilità
    Semplice, intuitiva
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice 3quarti
    Reportistica
    Ottima
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice 3quarti
    Interessi % App Mobile
    Interessi %
    Gli storici ad oggi sono buoni
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice vuoto
    App Mobile
    Presente
    Disponibile

    Il portale di Moneyfarm è molto ben fatto, accogliente, semplice e di facile navigazione.

    Al primo accesso si accede alla classica Dashboard coi risultati principali del proprio portafoglio, dalla quale poi è possibile entrare nel dettaglio, nei costi, nelle fatture e nei rendimenti di ogni singolo strumento che compone il portafoglio stesso. Ricordiamo che un portafoglio NON è un singolo ETF, ma una composizione di più strumenti (all’interno si troveranno anche tutti i vari ISIN sui quali è stato investito) studiati dal team di Moneyfarm nel tentativo di creare 7 portafogli, dal più cautelativo al più rischioso e potenziale.

    L’APP c’è ed è ben fatta. Anche dalla APP è possibile visualizzare praticamente ogni dettaglio utile relativo alla propria posizione.

    Ma come si fa per registrarsi?

    La procedura è piuttosto semplice e automatizzata.
    Ci si registra al portale e bisogna compilare un questionario online, mirato a identificare il profilo dell’investitore.
    Alla fine del questionario viene indicato il profilo identificato all’investitore e normalmente viene proposto un appuntamento telefonico con il consulente che ci verrà assegnato.
    Questo colloquio telefonico servirà al consulente per confermare il profilo identificato dal software ed eventualmente correggerlo.

    Caricato poi l’eventuale documento di identità sul portale, siamo liberi di far bonifico verso il nostro conto Moneyfarm attivo.
    Nel mentre al conto sarà stato associato un portafoglio (tra il numero 1 e il numero 7) selezionato in base al profilo dell’investitore identificato. Sarà poi possibile aprire ulteriori portafogli.

    Ma andiamo al sodo,  vediamo alcuni screenshot relativi al mio account:

    Dashboard Moneyfarm
    Dashboard Moneyfarm

    Purtroppo il grafico non rende molto, ma non è colpa della piattaforma. Ho aumentato da qualche giorno l’investito di altri 10.000€, portandolo da 5.000 a 15.000€ anche nell’ottica di ridurre le commissioni… ma questo aumento (che si vede con le 2 lineette gialle e blu a destra) sballa un po’ il grafico, nascondendo le oscillazioni.
    Nella pagina delle Performance del Portafoglio, si riuscirà a zoomare meglio e a filtrare per periodo.

    Ma passiamo a vedere come è composto questo portafoglio. In dettaglio vediamo che il mio è il Portafoglio 5, dove l’1 è il più cautelativo e il 7 il più rischioso.
    In un ottica di lungo periodo ho ritenuto di aprire il portafoglio 5, che vediamo adesso nel dettaglio.

    Asset allocation Moneyfarm
    Asset allocation Moneyfarm

    Il Portafoglio 5 ha comunque un’esposizione sull’azionario superiore al 50% (47,3+5,7 = 53%), di cui una buona parte sui Paesi sviluppati nei classici MSCI World e una piccola parte sugli Emerging Market. Cliccando oltre si arriva alla composizione del portafoglio, per ogni singolo lotto acquistato:

    Composizione portafoglio Moneyfarm
    Composizione portafoglio Moneyfarm

    Da qui possiamo anche andare a vedere ogni singolo strumento nel dettaglio, società emittenti, TER, rendimenti storici e inclusi tutti i codici ISIN.

    Dettaglio ETF Moneyfarm
    Dettaglio ETF Moneyfarm

    Per finire Moneyfarm con una certa cadenza regolare riguarda tutti i portafogli nell’ottica di valutare o meno eventuali ribilanciamenti, li potete vedere sotto, dove ho segnato con le spunte il cambio di peso percentuale degli strumenti.

    Ribilanciamenti Moneyfarm
    Ribilanciamenti Moneyfarm

    Riguardo i costi, ci sono, ma sono piuttosto contenuti, soprattutto se messi in paragone con altri consulenti che talvolta non hanno niente di indipendente e vi propongono solo dove hanno la provvigione maggiore.
    I costi sono:

    • bollo per il Conto  Titoli, pari allo 0,2% annuo sul valore del conto, addebitati trimestralmente
    • costi di mantenimento degli ETF, che varia in base agli ETF, può andare da uno 0,15% per i Bond fino ad uno 0,55% sugli Emerging Markets… in media ho calcolato sul mio Portafoglio 5 che siamo intorno allo 0,316%
    • costo del servizio Moneyfarm, che varia anch’esso in base al valore investito: fino a 15.000€ costa l’1% (+IVA), tra 15.000€ e 200.000€ costa lo 0,6%, sopra i 200.000€ costa lo 0,4% e sopra i 500.000€ (ad averli..) costa lo 0,3% (ringrazio Michele per la segnalazione, avevo inserito gli scaglioni errati).

    Sembrano tanti, ma in realtà per il servizio che danno non lo sono.
    Si può risparmiare il Costo di Moneyfarm arrangiandosi (con Directa, Fineco, IWBank, Degiro, etc..etc..) … ma bisogna preoccuparsi del portafoglio e seguirlo in modo attivo.

    Moneyfarm invece fa da Sostituto di imposta, se un anno il portafoglio scende si va in credito di imposta, se l’anno dopo sale fanno da sostituto di imposta e versano loro le tue tasse al posto tuo.

    Se sei interessato a provare anche tu Moneyfarm, se ti iscrivi utilizzando il mio Codice AmicoMF211403 avremo entrambi uno sconto dello 0,1% dei costi per 6 mesi.
    Non è molto, ma non lo danno se ti iscrivi direttamente.

    Se investi anche tu in ETF scrivimi se sei un investitore attivo o passivo e quali strumenti usi.
    Scrivimi nei commenti e condividi sui Social. Sarai di grande aiuto al progetto.

    Sharing is Caring.

    Emanuele

  • Blog,  I miei investimenti,  Piattaforme,  Portafoglio

    I miei investimenti – Luglio 2019

    Ciao investitori,

    questo mese sono in orario e gli screenshot li ho presi tutti il 1° di Agosto!

    Dopo un Giugno andato molto bene, eccoci ad un Luglio che quasi quasi non è da meno, con un risultato di circa l’ 1,2% mensile, pari a oltre 250€ di interessi.
    Il risultato è la somma di tutti gli strumenti, con un altro mese molto proficuo relativamente al comparto ETF con Moneyfarm, che per me risulta ad oggi lo strumento più volatile.

    Successivamente il comparto che rende di più è quello del CrowdInvesting che include Crowdestor, attualmente la mia piattaforma più performante e soddisfacente, seguita da Envestio, risvegliata a Luglio dopo un letargo durato un mese e mezzo, e Kuetzal, che penso di aumentare con Agosto.

    Successivamente il comparto più “stabile e prevedibile” che è quello del P2P Lending, capitanato dai soliti Grupeer e Mintos, assieme a Bondster, Fastinvest e al nuovo entrato in classifica Viventor.

    Tra l’altro su Mintos ho scritto poco fa. Vieni a scoprire come Ottimizzare la tua strategia di Auto-Invest per non perdere gli interessi sui prestiti in Buyback e scarica la lista dei Loan Originators in Excel gratuitamente.

    Da questo mese voglio proporvi prima una tabella di riepilogo su questi 4 “comparti”, suddivisi per tipologia di investimento, in modo da capire meglio come è creato il portafoglio.

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT 252,59 € 1,185 % 13,957 % 20.660,00 € 21.560,60 €
    ETF 100,94 € 1,929 % 22,72 % 5.000 € 5.332,36 €
    CrowdInvesting 34,91 € 1,354 % 15,95 % 2.485 € 2.612,73 €
    P2P Lending 105,25 € 0,933 % 10,98 % 10.995 € 11.391,32 €
    Real Estate 11,49 € 0,519 % 6,11 % 2.180 € 2.224,19 €

    Da questo si vede come:

    Ma passiamo al classico Tabellone, dove potete vedere i 20 strumenti monitorati e ordinati per interesse decrescente.

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT 252,59 € 1,185 % 13,957 % 20.660,00 € 21.560,60 €
    Moneyfarm 100,94 € 1,929 % 22,72 % 5.000 € 5.332,36 €
    Grupeer 15,59 € 1,510 % 17,78 % 1.000 € 1.048,01 €
    Crowdestor 14,42 € 1,396 % 16,44 % 1.000 € 1.047,38 €
    Envestio 14,06 € 1,356 % 15,96 % 1.000 € 1.051,01 €
    Kuetzal 6,43 € 1,266 % 14,91 % 485 € 514,34 €
    Viventor 12,81 € 1,256 % 14,79 % 1.000 € 1.032,72 €
    Bondster 5,92 € 1,166 % 13,73 % 500 € 513,63 €
    Mintos 11,61 € 1,116 % 13,29 % 2.000 € 2.052,16 €
    EstateGuru 5,67 € 1,114 % 13,12 % 500 € 514,64 €
    Bondora PRO 5,18 € 1,002 % 11,92 % – € 18,68 €
    FastInvest 10,23 € 0,992 % 11,68 % 1.000 € 1.041,92 €
    Viainvest 9,79 € 0,955 % 11,25 % 1.000 € 1.034,53 €
    Crowdestate 5,36 € 0,891 % 10,49 % 605 € 606,97 €
    RoboCash 9,06 € 0,886 % 10,43 % 1.000 € 1.031,95 €
    Twino 8,24 € 0,804 % 9,55 % 500 € 532,74 €
    Swaper 7,10 € 0,690 % 8,13 % 1.000 € 1.035,78 €
    Peerberry 6,01 € 0,585 % 6,89 % 1.000 € 1.032,83 €
    Bondora Go&Grow 3,71 € 0,366 % 4,31 % 995 € 1.016,37 €
    Housers 0,46 € 0,076 % 0,90 % 575 € 602,58 €
    Bulkestate – € 0,000 % 0,00 % 500 € 500,00 €

    Come spiego anche sul Riepilogo del Portafoglio, questo mese ho aggiunto 1000€, ma prelevandone 500 da Twino, il bilancio è di 500€ netti in più.

    Inoltre in questi mesi sto approfondendo anche l’Equity CrowdFunding, soprattutto su 2 piattaforme (sono molte, ma iniziamo da queste 2), una italiana e una straniera.
    Queste 2 piattaforme sono CrowdFundMe e Seedrs. CrowdFundMe  è italiana è offre investimenti in Equity Crowdfunding di Startup italiane, molte delle quali Innovative e che accedono alle Detrazioni Fiscali ai fini Irpef del 40%.
    CrowdFundMe accetta normalmente investimenti a partire da 250€ e ci si può appoggiare a Directa per la rubricazione degli investimenti (ne scriveremo più avanti).

    Seedrs invece è una piattaforma straniera che permette di investire in progetti Europei, talvolta anche Italiani, a partire già da 10€.
    Ad esempio sono in raccolta su Seedrs i ragazzi di “Young Platform“, Startup Innovativa di Torino.
    Se gli investimenti sono all’estero, questi non accedono alle detrazioni fiscali, ma se sono Startup o PMI Innovative in Italia, allora se ne può approfittare.

    Seedrs (purtroppo per me) è un portale ben fatto ed è in grado di promuovere estremamente bene i progetti che finanzia.
    Inoltre stanno testando un Mercato Secondario tramite il quale è possibile vendere e acquistare quote tra investitori, il che permetterebbe uno scambio MOLTO più veloce e liquido, a costo zero per chi compra e sotto una fee percentuale sui soli utili (non sul capitale investito) per chi vende… piuttosto interessante!

    Se volete provare anche voi Seedrs dateci un occhiata, potete accedere ad un bonus di 25 Sterline (circa 27,5€) se vi registrate e investite almeno 150 sterline (circa 164€) nei primi 30 giorni… vi assicuro che non farete fatica, i progetti sono tutti molto interessanti e potete investire anche con carta di credito progetto per progetto.

    Ma passiamo alla classica torta che si suddivide tra tutti i miei strumenti.

    I miei investimenti Luglio 2019

    Come vi accennavo nello scorso aggiornamento, sto cercando di ottimizzare il portafoglio e in questi mesi ho maturato alcune decisioni:

    1. abbandonerò gradualmente Twino e Bondora
      1. su Twino ho già prelevato 500€ (tutto perfetto, zero costi, soldi tornati in 2 giorni). Punto di prelevarne altrettanti ad Agosto e a lasciarci solo i prestiti lunghi che non riesco a vendere (guardate l’andamento di Twino per i dettagli).
      2. su Bondora sto spostando tutto su Go&Grow, in modo da chiudere il Portafoglio Pro e avere la liquidità pronta al prelievo in qualsiasi  momento. Non escludo di prelevarne una buona parte già ad Agosto e a lasciarci solo eventuali prestiti in sofferenza (ad oggi circa 19€).
    2. questo mese ho aggiunto 1.000€ su Mintos e li ho messi su Invest&Access, per provarne lo strumento (mi sono fatto un’idea piuttosto chiara e vorrei farne un post dedicato)
    3. ridotti 2 strumenti penso che ne aumenterò altri… sicuramente Kuetzal e Bondster li porterò a 1.000€ entrambi… ma penso di aumentarne altri.

    Se volete avere un’idea dell’andamento dall’inizio dell’anno, vi invito a dare un’occhiata alla mia pagina di riepilogo annua.
    Oppure, se volete vedere qualche strumento in particolare, potete navigare tra gli andamenti e farvi un’idea.

    Se avete dubbi o suggerimenti, scrivetemi.
    Nei commenti, in privato (nella sezione “scrivimi“) oppure sui social. Cerco di rispondere sempre e a tutti!
    E se pensi che questo progetto possa interessare a qualcuno, condividilo o metti mi piace sulle mie pagine: Sharing is caring!

    Ciao,
    Emanuele

  • autoinvest,  Blog,  download,  Loan originators,  Mintos,  Piattaforme

    Mintos e il Buyback sugli interessi persi

    AGGIORNAMENTO del 29/07/2019
    nel precedente articolo la lista dei Loan Originators era incompleta perché filtrata solamente dal Rating B in su.
    Grazie alle vostre segnalazioni e richieste ho voluto modificare il post e aggiornarlo con la lista completa di tutti i Loan Originators.
    Grazie a tutti.

    Ciao investitori,

    mi capita parlando con alcuni di voi, di rendermi conto che molti non sanno che in Mintos ci sono Loan Originators con la funzione di Buyback che copre ANCHE gli interessi persi.
    Troppi di voi pensano di perdere gli interessi sui prestiti in ritardo, in Buybackma non è così!

    Oggi vi voglio mostrare e spiegare come scoprire se un Loan Originator copre gli interessi o meno nel suo Buyback, condividendovi la lista completa,  nella speranza di esservi utile.

    (se trovi tutto questo interessante, vorrei invitarti a sottoscrivere il mio blog inserendo la tua email nel quadro di sottoscrizione, che si trova qua a sinistra su tablet o PC oppure in fondo alla pagina su cellulare. Invio solo 1 news al mese con il riepilogo dei post, zero spam e puoi disiscriverti quando vuoi)

    Allora, per trovare questo “dettaglio” sul Loan Originator, bisogna entrare nel proprio AutoInvest, in quella lista dove immagino che molti di voi abbiano selezionato “Select All” senza pensarci troppo.
    Aprendo quindi il proprio AutoInvest, troverete questa lista:

    (Potete cliccare su tutte le immagini per ingrandirle)

    Lista dei Loan Originators sull'AutoInvest di Mintos
    Lista dei Loan Originators sull’AutoInvest di Mintos

    Se clicchiamo su un Loan Originator, per esempio il primo che è AASA, si entra in una pagina molto interessante, che è la seguente:

    Dettagli Loan Originator AASA da Mintos
    Dettagli Loan Originator AASA da Mintos

    Oltre a tutte queste interessantissime informazioni, potete scendere e troverete una tabella, questa:

    Tabella del Loan Originator AASA da Mintos
    Tabella del Loan Originator AASA da Mintos

    Naturalmente neanche qua troviamo l’informazione che ci interessa, bisogna fare un nuovo click e questa volta andare sui “Dettagli” (click su Details in alto a destra della tabella):

    Tabella Dettagli del Loan Originator AASA da Mintos
    Tabella Dettagli del Loan Originator AASA da Mintos

    Siamo arrivati. Qua vediamo una colonna interessante che è “Interest income on delayed payments“, che praticamente ci dice se ci vengono riconosciuti gli interessi per i pagamenti in ritardo.
    Nel caso di AASA potete vedere che la colonna è “Yes“, sia per la divisione AASA Polonia, la prima riga, che per la divisione AASA Svezia, la seconda.
    Proprio per questo AASA è uno dei Loan Originator che ho selezionato, nel tentativo di non perdere neanche un interesse, nemmeno per i Defaulted Loans andati in Buyback (se parlo strano, chiedetemi, non lo faccio apposta e a volte do per scontato).

    Ad oggi troviamo una lista di 61 Loan Originators, dove però alcuni Originators in realtà possono operare con più società in paesi diversi.
    Nel dettaglio, se comprendiamo le varie società di tutti i Loan Originators, operanti sul territorio, troviamo una lista di BEN 95 Originators, operanti in 30 paesi diversi. Nessuna piattaforma ha una copertura (e trasparenza) paragonabile a Mintos.
    Quindi bisognerà entrare su ognuno di essi e selezionare solamente gli Originators, oppure i paesi nel caso di più società con regole diverse (è il caso di Cream Finance), che riconoscano sul Buyback anche gli interessi e non solo il capitale.

    AGGIORNAMENTO: per selezionare solo alcune società e non l’intero Loan Originator, bisogna flaggare o meno i Country (paesi) disponibili dell’Autoinvest. Ad esempio, per Cream Finance se voglio togliere SOLAMENTE la società Lettone, che non riconosce gli interessi in ritardo, lascerò il flag su Repubblica Ceca, Danimarca, Georgia e Polonia, DESELEZIONANDO la bandiera della Lettonia, come in figura sotto:

    Esempio Cream Finance su Mintos
    Esempio Cream Finance su Mintos

    Per farla breve ho fatto il compitino per voi.
    Qua sotto ho trascritto tutta la lista dei 61 Loan Originators (aggiornamento al 29/07/2019), includendo le varie società dell’Originator per i diversi paesi, con il dettaglio se pagano o meno gli interessi per i prestiti in ritardo o default, coperti da Buyback.

    Lista Loan Originators su Mintos
    Lista Loan Originators su Mintos

    Se vuoi ho creato questa lista in formato Excel e la puoi scaricare gratuitamente.

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    In realtà come potete vedere la maggioranza dei Loan Originators RICONOSCONO gli interessi sui prestiti in ritardo, coperti da Buyback.
    Sono 28 su 95 quelli che ancora NON RICONOSCONO gli interessi in ritardo (e solo 4 dal Rating B in su), di cui SOLO 2 NON forniscono alcun Buyback (Debifo e Lendrock), funzione che consiglio, per evitare di accumulare ritardi e perdere capitale.
    E a dirla tutta, alcuni di questi, come Acema e Fireof NON coprono gli interessi scaduti, ma riconoscono all’investitore dei Penalty Income, nel caso ci fosse un prestito in sofferenza, a coprire, parzialmente o del tutto, l’interesse perso. Ma lascio a voi la valutazione se inserirli o meno, magari ne parleremo un’altra volta.

    Solo un piccolo appunto, Mintos è in continua evoluzione, inclusa la lista dei Loan Originators, che può cambiare di mese in mese.
    Un consiglio, non dimenticatevi della vostra strategia di Autoinvest… almeno una volta ogni 2 o 3 mesi entrate dentro le impostazioni e verificate se è tutto sotto controllo o se sono cambiate delle condizioni. Bastano 5 minuti ogni tanto e avrete una strategia curata nel tempo, massimizzando gli interessi.

    Se invece tu non usi ancora Mintos ma ti interessa, puoi leggerne la mia recensione qua.
    E usa il codice ” 27UUVM ” per accedere ad una scaletta bonus intorno all’1% sul depositato entro 14 giorni dalla iscrizione. Segui il link.

    E iscriviti al blog, solo 1 news al mese senza spam, con i riepiloghi dei miei investimenti, le pagelle e gli articoli del mese.

    Se invece vuoi scrivermi, contattami in privato, scrivimi sui commenti oppure sui social.

    Ciao
    Emanuele

  • Blog,  Conti correnti,  Conti deposito,  Risparmio,  Tasse

    Il bollo sul conto deposito e come non pagarlo

    Bollo Conto Deposito

    Eccoci alla seconda puntata sui bolli dei conti.

    Partiamo dalla domanda:

    ma i Conti Deposito hanno ancora senso?

    Se dovessimo guardare solamente gli interessi, allora la risposta è molto probabilmente NO!

    Ma io ne faccio ancora utilizzo, per un’altra funzione: gestire la liquidità che NON voglio investire, il mio paracadute, la liquidità che voglio sempre disponibile.

    I Conti Deposito sono nati oltre 20 anni fa e i rendimenti allora non erano miseri come adesso; sempre al di sotto dei potenziali rendimenti da altre tipologie di investimento, ma potevano essere dei conti rifugio per proteggersi almeno dall’inflazione.
    E fino a qualche anno fa non si dovevano pagare nemmeno bolli, perché i costi erano talmente esigui che le banche se ne facevano carico al posto dei clienti.

    Dall’anno 2012 invece le cose sono cambiate, rendendo il bollo proporzionale al valore del Conto.
    E da quando il bollo è proporzionale, le banche hanno iniziato a non farsene più carico, addebitandolo al cliente e distruggendo un po’ alla volta quello che era un buon strumento.

    Dal 2012 ad oggi le cose sono cambiate più volte e attualmente funziona così:
    su tutti i Conti Deposito bisogna pagare un bollo pari allo 0,2% annuo sulle giacenze all’ultimo giorno di rendicontazione, con un minimo di 1€, se il conto è stato utilizzato almeno 1 volta nell’anno.

    Ma cosa vuol dire?

    Esempio pratico: nel caso di Conto Deposito con rendicontazione annua, se al 31/12 ci saranno sul conto 10.000€ si dovranno pagare 20€ di bollo (lo 0,2% per l’appunto).

    La prima cosa che si nota, rispetto ai bolli sui Conti Correnti è che si guarda il valore del conto in un determinato e preciso momento, mentre per il Conto Corrente si guarda la giacenza MEDIA.

    La cosa si complica un pochino con rendicontazione differente, che normalmente può essere semestrale o trimestrale (non conosco rendicontazioni mensili sui conti deposito).

    Nel caso ad esempio di rendicontazione trimestrale (la più comune), il bollo viene calcolato in base alle giacenze dell’ultimo giorno del trimestre:
    ad esempio, se il 31 Marzo (ultimo giorno del primo trimestre) abbiamo 10.000€ sul Conto Deposito, ci verrà addebitata la quota parte di bollo relativa al trimestre, calcolata come lo 0,2% annuo, ma diviso per il periodo effettivo. Per non fare i farmacisti, possiamo ipotizzare 5€, ossia i 20€ di bollo annuale, diviso i 4 trimestri dell’anno.
    E questo calcolo verrà fatto ogni ultimo giorno di ogni trimestre, per 5€ di bollo a trimestre (su 10.000€ di giacenza).

    Questo ci porta ad una riflessione: se sul Conto Corrente ci conviene avere una rendicontazione mensile (il bollo è fisso a 34,20€ e mensilmente sarà circa 2,85€), sul Conto Deposito conviene invece avere una rendicontazione annuale (c’è un solo controllo a fine anno con bollo percentuale).

    Io ho l’insana abitudine di avere notifiche per ogni cosa, incluso un promemoria la settimana prima di Natale, che mi ricorda di svuotare il Conto Deposito (almeno le somme svincolate).
    In questo caso, quando al 31/12 si calcolerà il bollo come 0,2% del valore del Conto Deposito, ci ritroveremo a pagare solo 1€,che è il minimo per l’utilizzo.
    Con Conto Deposito a rendicontazione annuale, questo giochetto è semplice e conveniente, prima del 31/12 svuoto e dopo il 01/01 eventualmente rimpinguo.
    Con rendicontazione più frequente, questo gioco NON vale la candela.

    Ma non preoccupatevi, perché molti istituti sembrano essere disponibili a cambiare la rendicontazione del Conto Deposito (ma non lo sono sul Conto Corrente).
    Io stesso ho chiesto la modifica di rendicontazione da trimestrale a annuale a Santander e Rendimax, mentre IWPower e Conto Arancio già erano annuali.

    Attenzione però ai rendimenti e a non dimenticarvi. Molti Conti Deposito “liberi” offrono rendimenti bassissimi, talvolta inferiori al valore del bollo.
    Ad esempio IWPower e Conto Arancio offrono un ottimo 0,05% lordo sulle somme libere… che senso ha “guadagnare” lo 0,05% lordo, per poi pagarne lo 0,2% netto di bollo?
    Stiamo perdendo soldi.

    Il miglior Conto Deposito Libero che ho trovato è Santander IoPosso, che offre ancora lo 0,75% lordo. Sui vari vincoli si trova di meglio in giro, sfiorando anche il 3% su somme vincolate a 3/5 anni… ma ripeto che secondo me tutto questo NON ha senso, per me è solo uno strumento per parcheggiare un po’ di liquidità.

    Facciamo alcuni esempi pratici, includendo il bollo del Conto Corrente:

    IPOTESI 1 -> -34,20€

    Ho 10.000€ sul Conto Corrente.
    Se non faccio niente, a fine anno dovrò pagare 34,20€ di bollo, perché la giacenza media è superiore a 5.000€.
    Rileggi l’articolo precedente sul Bollo del Conto Corrente e come non pagarlo.

    IPOTESI 2 -> +28,4€

    Per non pagarli sposto la maggior parte dei soldi sul Conto Deposito. Supponiamo il Conto Deposito Santander IoPosso Libero allo 0,75% lordo.
    Supponiamo di avere 2.000€ sul Conto Corrente e 8.000€ sul Conto Deposito IoPosso.

    1. Non pagherò i 34,20€ del Conto Corrente (giacenza MEDIA inferiore ai 5.000€)
    2. Guadagnerò” ben 60€ lordi (lo 0,75% lordo di 8.000€), pari a 44,4€ netti (tassazione al 26%, fa tutto il Conto Deposito)
    3. Pagherò il bollo sul Conto Deposito pari a 16€ (lo 0,2% sugli 8.000)

    Morale della favola, il bilancio è 44,4-16 = +28,4€.
    A casa mia si dice “Mejo un carton de ovi, che un carton nei ovi” (passatemi il francesismo e fatemi un sorriso, che non costa niente!)

    IPOTESI 3 -> +40,55€

    Supponiamo di tenere 2.000€ sul conto corrente e 8.000 sul conto deposito, come sopra.
    Ma prima del 31/12 risposto gli 8.000€ del deposito sul conto corrente.

    1. Forse dovrò pagare il bollo del Conto Corrente (può darsi che rimettendo gli 8.000€ per qualche giorno sul Conto Corrente, vada a superare i 5.000€ di giacenza MEDIA), supponiamo di avere rendicontazione MENSILE, quindi pagherò 2,85€ (34,20/12)
    2. Il Conto Deposito mi avrà reso sempre i 60€ lordi (può darsi 58 o 59, avendo qualche giorno in meno) pari ai 44,4€ netti
    3. Dovrò pagare un bollo sul Conto Deposito di solo 1€, che è il minimo perché l’ho utilizzato

    Riepilogando, il bilancio sarà 44,4-2,85-1 = +40,55€

    CONCLUSIONI

    Naturalmente mi fa sorridere di scrivere come risparmiare 30€ di bollo, quando parliamo di costruirci delle vere e proprie rendite.

    Ma lo ritengo comunque interessante e didattico, penso che faccia bene a tutti interessarsi e diventare più consapevoli delle spese “nascoste”, che solitamente nessuno nota o non da peso, sulle gestioni, sulle commissioni, sui bolli, etc. Sono spesso date per scontato, come obbligatorie.
    Alla fine, con un paio di giroconti gratuiti siamo passati da spendere 35€ a guadagnarne 40€. E quante volte apriamo l’HomeBanking, anche per niente? Ci sarebbe costato tanto?
    Magari qualcuno di voi ha scoperto come guadagnare 75€ dal nulla…

    Se ho dimenticato qualcosa, se avete domande o correzioni, scrivetemi nei commenti o sui Social.
    E se conoscete altre persone a cui potrebbe interessare, aiutatemi e condividete.

    A presto,
    Emanuele