• CFD,  educazione finanziaria,  Investimenti,  Piattaforme,  scam

    Perché NON investo su eToro e CFD

    Ciao risparmiatori,

    in molti mi hanno chiesto pareri su piattaforme e broker di Social Trading di CFD, come eToro.
    Ma partiamo per gradi.

    Cosa sono i CFD?

    La sigla CFD è naturalmente un acronimo, dall’inglese Contracts For Difference, oppure in italiano Contratti Per Differenza.

    I CFD sono strumenti finanziari derivati che replicano l’andamento di un determinato sottostante, che potrebbe essere letteralmente qualunque cosa… può essere un titolo di una qualunque borsa mondiale, una materia prima, una valuta o criptovaluta, un ETF, etc…

    Il Contratto per Differenza in sostanza è un accordo tra il cliente e il broker, dove il broker stesso si impegna a versare o trattenere al cliente la differenza tra la posizione di apertura e chiusura del determinato sottostante.

    La sensazione è quella di comprare e vendere titoli o azioni reali, in tempo reale, ma in realtà si stanno comprando accordi con il broker e quando si vende non c’è realmente qualcuno dietro che sta comprando la tua posizione, bensì è il broker che sta chiudendo il CFD.
    Se volete approfondire la pagina Wikipedia è piuttosto ricca e ben fatta:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_per_differenza
    Dietro ad un CFD non c’è niente di concreto in contrappeso all’investimento fatto.

    Ci tengo a precisarlo, perché purtroppo in molti pensano di investire in Tesla, acquistando un CFD di Tesla, ma in realtà hanno acquistato un derivato, un contratto che fa finta di essere Tesla, replicandone l’andamento.
    Se compri un CFD di Tesla, Elon Musk non ti ringrazierà!

    Alcuni poi mi chiedono se eToro sia una truffa o uno scam.

    Difficult trading

    Io onestamente non penso che sia uno scam.
    Anzi, penso che il loro modello di business gli permetta un’ottima liquidità e dei buoni guadagni.

    In molti si fanno convincere dallo specchietto “Social Trading” piuttosto che dalla funzione “Copy Trader”, che permetterebbe a chiunque la possibilità di creare un portafoglio copiando dei trader di successo.
    E devo ammettere che questa funzione emotivamente fa presa, parlando alle pance dell’investitore inesperto e curioso… copio il Warren Buffet di turno e automaticamente diventerò ricco!

    Poi quasi nessuno si accorge che ogni singolo prelievo costa 25$, anche il prelievo minimo di 50$… e se il tuo conto non è in dollari, ti becchi pure le commissioni per il cambio.
    Partendo dal presupposto che in molti provano il conto eToro con 100 o 200€, capite subito che 25$ di prelievo sono una % altissima, sono una follia, messa apposta per disincentivare qualunque uscita di denaro, così l’investitore medio non preleva e piano piano invece di perdere 25$, li perde tutti.

    Ma voglio ribadire che queste piattaforme secondo me non sono scam, cribbio eToro è stata fondata nel 2007, è una multinazionale che ha oltre 500 dipendenti e nel 2018 aveva un valore di circa 800 milioni di dollari!!
    Uno scam è una truffa o un Ponzi dove poi scappano con il tuo denaro (vedi Kuetzal!).
    Qua mica scappano… spread, commissioni, prelievi, leve, è tutto matematicamente e statisticamente impostato per far guadagnare il broker.
    E ribadisco che i CFD sono strumenti ad alto rischio, dove è piuttosto facile perdere anche il capitale.

    Questo perché i CFD sono strumenti che possono lavorare in leva.
    Non è raro trovare leve finanziarie 1:20/1:30… e talvolta si trovano strumenti con leve 1:100 o 1:200, con la massima flessibilità di poter lavorare sia in long che in short.

    Ma cosa vuol dire strumento in leva?

    Fare trading in leva finanziaria vuol dire che i tuoi soldi hanno un potere di acquisto equivalente moltiplicato per la leva dello strumento.
    In termini pratici, se hai 1.000€ sul Conto Trading, puoi prendere posizione fino a 30.000€ di uno strumento 1:30, 50.000€ per uno strumento 1:50 e così via.

    Il marketing poi veste la leva finanziaria come un’opportunità imperdibile di moltiplicare i tuoi guadagni.

    Esempio:
    investi 100€ su un’azione con leva 1:20.
    Questo vuol dire che hai comprato l’equivalente di 2.000€ di quella azione.
    Se l’azione guadagnerà il 5%, il valore di quei 2.000€ diventeranno 2.100€.
    Se deciderai di vendere (spread e pip a parte) il CFD ti avrà reso la differenza tra i 2.000€ di acquisto e i 2.100€ di vendita, ossia 100€.
    Quindi hai ripreso il tuo capitale di 100€ + 100€ di “interessi” = 200€!
    Ossia hai guadagnato il 5% in leva 1:20, che vuol dire 5×20= 100%… beccando un +5% hai raddoppiato!

    MERAVIGLIA GIOIA E TRIPUDIO!

    Il problema è che questo funziona anche in perdita.
    Se hai acquistato i tuoi 2.000€ (coi 100€ in leva 1:20) e questi perdono il 5%, li venderai a 1.900€ e il broker tratterrà dal tuo conto 100€.
    Il rendimento in questo caso sarà 100€ – 100€ = 0€.
    Hai perso il 5% in leva 1:20, che vuol dire il 100%, tutto il capitale iniziale.
    …questo non suona così bene come sopra…

    Considera inoltre che nel contratto con il broker, il broker ha la facoltà di chiudere la tua posizione, se questa ti causa una perdita superiore alle disponibilità del conto.
    …e tutto questo, al netto dei costi del broker, quindi… il banco vince sempre.

    Ma vi faccio io una domanda adesso.

    Il web è inondato di pubblicità dove un investitore inesperto copia un investitore esperto e entrambi guadagnano facilmente… è veramente possibile che sia così facile?
    Ma se fosse così facile dovrebbero guadagnarci in molti, per lo meno la maggioranza
    E se siete così bravi e fortunati da continuare a chiudere posizioni in attivo, da dove vengono i soldi che state “guadagnando”?

    Il broker non ci sta perdendo, per lo meno non nel complesso.

    Sarò noioso, ma il CFD non ha una reale azione o titolo in contrappeso all’investimento.
    Il CFD è un accordo, una stretta di mano, una scommessa!
    L’investitore sta scommettendo con il broker che riuscirà a chiudere in attivo con quello spread e quella leva.
    Ma stiamo giocando a casa del broker… le regole sono matematiche e le ha fatte lui…

    E siccome il broker non fa beneficienza, da dove prenderà il suo guadagno?
    Gli spread e le commissioni dovrebbero coprire i guadagni degli investitori e i costi del broker… sarebbe possibile con gli investitori in attivo?

    La risposta è semplice ed è NO, le piattaforme di CFD possono stare in piedi se e solo se gli investitori che perdono denaro sono maggiori di quelli che guadagnano denaro… parliamo di una azienda, con costi di marketing (ed eToro li ha alti, fa una pubblicità pesante e pressante ovunque!), costi di hosting, personale da pagare, tasse… tutti i costi sono coperti dalle perdite che vengono munte agli utenti.

    Ma chiudiamo in bellezza: le piattaforme di trading in CFD devono inserire in homepage un disclaimer sul rischio, con la percentuale approssimativa di quanti utenti stanno perdendo soldi (come le sigarette che causano il cancro…).

    Andando a citare l’homepage di eToro si legge che il 75% degli utenti sta perdendo soldi… e onestamente ho qualche dubbio sul come questo venga calcolato.

    Disclaimer eToro
    Disclaimer eToro

    Detto questo, ti auguro di riuscire a rimanere nel 25% che riesce nell’impresa.

    Emanuele

  • Blog,  educazione finanziaria,  Piattaforme

    Cosa sono gli Stage Loans e cos’è il Loan To Value

    Ciao risparmiatori,

    oggi vorrei approfittare di un post molto semplice e chiaro che è uscito sul blog di una delle piattaforme che utilizzo, ossia Estateguru.
    Il post originale è in lingua inglese, ma visto che la domanda è frequente vorrei cercare di semplificare ulteriormente il concetto in italiano.

    Ma iniziamo con capire che cos’è il Loan To Value, LTV.

    Il Loan To Value, tradotto brutalmente in italiano significherebbe Prestito Al Valore (bleah!), rappresenta il rapporto tra il finanziamento concesso (ossia il prestito stesso) e il valore dell’immobile messo a garanzia, normalmente sotto ipoteca.

    Sapete, le banche normalmente (salvo qualche eccezione) non rilasciano mutui ai comuni mortali che siano superiori all’80% del valore dell’immobile.
    Se l’immobile che volete tanto acquistare vale 200.000€, la banca non ve ne presterà oltre 160.000€. E così via…

    Ma vi siete mai chiesti cosa sia quell’80%? Ha un nome?
    Ebbene si, è proprio il nostro LTV. Il valore del prestito messo in rapporto con il valore dell’immobile… immobile che poi sarà messo a garanzia con l’ipoteca.

    Da questo se ne deduce che, più alto sarà il LTV, maggiore sarà il rischio sul prestito emesso (e nel nostro caso sull’investimento fatto!).

    Nel mondo finanziario, si tendono a mettere delle asticelle piuttosto nette:

    • un LTV inferiore al 60% equivale ad un rischio inferiore
    • LTV tra 60 e 80% equivale ad un rischio maggiore, ma normalmente viene accettato, se la valutazione sul contraente e sull’immobile è positiva. Talvolta l’istituto finanziario può richiedere polizze assicurative aggiuntive, che normalmente incidono sui costi sostenuti o aumentano di fatto l’ammontare richiesto a prestito.
    • un LTV superiore all’80% normalmente non viene accettato, salvo situazioni particolari, dove il contraente ha uno storico molto positivo e liquido o ci siano delle valutazioni aggiuntive che esulano dalle valutazioni sopra.

    A mio parere, quando investo in Lending, la mia asticella è ulteriormente abbassata di un 10% rispetto agli scaglioni sopra. Io ritengo:

    • con rischio inferiore quei progetti/immobili, con LTV inferiore a 50%… ma sono talmente pochi, che si fa fatica a investire regolarmente
    • rischio accettabile con LTV fino al 60%, anche se preferisco non investire a scatola chiusa e valutare il progetto… ma degli Autoinvest li ho impostati anch’io…
    • LTV tra 60% e 70% non li scarto a priori, ma li valuto attentamente e manualmente; sono esclusi dai miei Autoinvest
    • LTV superiori al 70% tendenzialmente non li prendo in considerazione, salvo rarissime eccezioni.

    Naturalmente la valutazione non può essere fatta solo dall’LTV, una valutazione più completa prevedrebbe di analizzare il contraente, la zona, il mercato, ma soprattutto le garanzie.
    Un altra cosa importante è sicuramente l’ipoteca, che in inglese troviamo normalmente come Mortgage.

    Come Ipoteche esistono di Primo o di Secondo Grado, in inglese le trovate come First Rank Mortgage e Second Rank Mortgage.
    Tendenzialmente io valuto positivamente una First Rank Mortgage, mentre la Second Rank Mortgage mi piace meno, questa è un’ipoteca subordinata ad un’altra di primo grado già emessa.
    Questo vuol dire che in caso di Default del prestito, l’ipoteca andrà a garanzia PRIMA per i creditori in First Rank, di primo grado, solo successivamente andrà (per quello che rimane) a garanzia dei creditori in Second Rank. Questa parentesi sulle Ipoteche non era prevista dal post… ma la penna scrive… e lasciamola scrivere…

    Adesso abbiamo capito Ipoteche e LTV. Ma il titolo citava anche gli Stage Loans.

    Cosa sono gli Stage Loans?

    Molti progetti di costruzione o sviluppo, vengono approcciati tramite finanziamenti multipli, in determinate fasi predefinite.
    Per spiegarvi in modo semplice e intuitivo, mi appoggerò ad una grafica di Estateguru, veramente ben fatta.

    Spiegazione Stage Loans da Estateguru
    Spiegazione Stage Loans da Estateguru

    Il mutuatario riceve in Fase 1 (Stage 1) 50.000€ per sviluppare le fondamenta dell’abitazione.
    Una volta conclusa la Fase 1, potrà accedere alla Fase 2, per altri 50.000€ per sviluppare base e piano terra.
    Conclusa la Fase 2 si passa alla 3, con altri 75.000€ per completare la struttura dell’abitazione.
    Ed infine, con la Fase 4, si chiedono gli ultimi 75.000€ per tutte le finiture e rendere abitabile, affittabile o vendibile l’abitazione.

    In questo modo chi ha chiesto il prestito potrebbe evitare di pagare interessi in anticipo per somme che non sta utilizzando.
    Oppure potrebbe decidere di vendere l’immobile ad uno Stage intermedio se si presenta l’occasione.

    Benissimo, adesso abbiamo capito anche gli Stage Loans.

    Complichiamo le cose e uniamo gli Stage Loans con il LTV.

    Il Loan To Value su unico Stage è semplice ed è quello che abbiamo spiegato prima. Prestito/Mutuo 60.000€ per un immobile ipotecato di 100.000€ = LTV 60%.
    Ma torniamo alla figura di prima, con i 4 Stage Loans: abbiamo LTV e anche Projected LTV. Qual’è la differenza?

    L’LTV riguarda il prestito ottenuto fino a quel momento, sul valore dell’immobile a fine Stage.
    Mentre il Projected LTV sarà l’LTV finale che si otterrà alla fine dell’ultimo Stage e normalmente è il valore più interessante da tenere in considerazione.

    Partendo proprio dall’esempio in figura, vi ho creato questa tabella:

    Tabella LTV su Stage Loans
    Tabella LTV su Stage Loans

    Quando investiamo in progetti a più Stages, conviene sempre valutare il Projected LTV, altrimenti potremmo fare valutazioni errate.
    Potrei investire in un progetto con LTV 40% allo Stage 1, valutandolo come “sicuro“, senza accorgermi che il Projected LTV è magari 80% o oltre.

    Da tenere a mente che un progetto che andrà in default ad uno Stage intermedio o finale, probabilmente metterà a rischio anche tutti i Loan degli Stages precedenti, che facilmente non saranno ancora arrivati a maturazione e a ripagare il capitale.

    Prima di lasciarvi, ringrazio Estateguru per il bellissimo spunto e vi linko qua l’articolo originale in lingua inglese:

    Understanding stage loans and cumulative loan to value (LTV) ratios

    Non sono sicuro di riuscire a postare un nuovo contenuto prima di Natale… io ce la metto tutta ma le giornate di 24 ore mi sono un po’ strette…
    In ogni caso… auguro a tutti voi le feste migliori che possiate passare.

    Mangiate, bevete e investite con prudenza 🙂

    Sharing is Caring.
    Emanuele