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Dichiarazione dei redditi per tassazione P2P Lending (scarica Infografica)

Ciao Risparmiatori,

mi avete scritto in tantissimi a riguardo… ed io fino ad oggi ho sempre schivato questo spinosissimo argomento.
E lo schiverò anche oggi, perché voi sapete che non sono un consulente fiscale e non mi prenderò alcuna responsabilità per le dichiarazioni che non sono le mie.
Visto che c’è ancora del fumo sull’argomento, tutte le informazioni che leggerete qui vanno interpretate come mie opinioni e vi invito a verificare il tutto con il vostro commercialista/consulente/CAF.

Una volta compreso il disclaimer (scusate, ho dovuto farlo!), nulla mi vieta di darvi la mia interpretazione.

Più in basso ho provato a creare una Infografica semplice ma esaustiva, siate buoni, io ci metto tanta buona volontà e tempo libero, ma non sono un grafico professionista 🙂
Ve la lascio anche da scaricare, potete condividerla, spedirla, metterla sui Social… vi chiedo per favore di NON modificarla (non togliete il mio logo per mettere il vostro…) e se la condividete, mi basta un link all’articolo… con questi presupposti, fatene ciò che volete!

Ma proseguiamo!
Partiamo dal fatto che la Normativa Fiscale italiana in merito è lacunosa.
Sono previste solo le Piattaforme italiane autorizzate dalla Banca d’Italia, accedendo a tassazione 26% sugli investimenti, ma nulla è definito su Piattaforme estere o su piattaforme non ancora autorizzate.

Per affrontare questi argomenti, partiremo dai 2 documenti chiave che hanno tentato di far chiarezza l’anno scorso, 2 interpelli dell’Agenzia delle Entrate (per gli amici ADE, che nella mitologia greca era il Signore degli Inferi… con questa battuta mi sono assicurato tutti i prossimi accertamenti!!! Evvai!!!).

Il primo interpello è stato fatto da un investitore (piuttosto attivo sull’argomento, presente e disponibile), che sottoponeva la sua interpretazione per dichiarare i guadagni provenienti dalla piattaforma Mintos. La risposta dell’Agenzia Delle Entrate è arrivata ad Ottobre 2019, e trovate il documento completo (ho tolto i riferimenti dell’investitore) qua allegato.

2019-10 Interpello Investitore Mintos

L’investitore prospettava di dichiarare i guadagni nel quadro RM, sezione V, specificando “altri redditi di capitale di fonte estera che NON concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente”, in parole povere come Redditi da Capitale al 26%.
Riguardo il monitoraggio fiscale dei capitali detenuti all’estero, l’investitore prospettava di dichiarare il valore nominale della piattaforma al termine dell’anno solare nel quadro RW e successivamente calcolarne l’IVAFE pari allo 0,2%.

Semplice e lineare.

L’Agenzia delle Entrate risponde, prodigandosi in spiegazioni, e definendo diversi casi.

Io vorrei partire dalla posizione dell’investitore: se l’investitore ottiene un guadagno su queste piattaforme durante l’esercizio di una sua attività di impresa, tutto il discorso seguente decade e gli introiti entreranno a far parte del Reddito d’Impresa, facendo la loro strada (non entreremo nel merito).

Se invece il soggetto investitore è Persona Fisica al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, allora possiamo proseguire, definendo i casi possibili.

Piattaforma Italiana “autorizzata”

L’attività di Peer To Peer Lending venne definita nella Legge di Bilancio 2018.
Ciononostante queste piattaforme vennero definite solo come “soggetti intermediari finanziari iscritti all’albo” o “istituti di pagamenti autorizzati dalla Banca d’Italia“.
Al di fuori di questi, le piattaforme non furono definite.

Long Story Short, se la piattaforma di P2P Lending è intermediario finanziario iscritto all’albo o un istituto di pagamento autorizzato secondo normativa dalla Banca d’Italia, allora la piattaforma potrà applicare una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sui redditi di capitale pari al 26%, ritenuta che sarà a titolo definitivo ed esonera dall’obbligo dichiarativo.

In parole povere possono operare in regime di Sostituto di Imposta (non è il caso di Mintos).

Piattaforma Estera o “non autorizzata”

Se la piattaforma è estera e non risulta nei soggetti sopra, i redditi percepiti concorreranno al reddito complessivo che sarà invece soggetto all’IRPEF.

Per dichiarare tali redditi, l’Agenzia delle Entrate indica (questo perché l’istante aveva già fatto 730) di dover fare Dichiarazione Integrativa, Quadro RL del Modello Redditi, Sezione I-A (Redditi di Capitale), indicando il Codice 1 sul Rigo RL2 (Altri redditi di capitale).
Riguardo il Monitoraggio Fiscale (per attività finanziarie detenute all’estero), l’Agenzia delle Entrate concordava sul Quadro RW (dove si indicheranno i vari codici Paese), indicando le “Altre attività estere di natura finanziaria“.

Sull’IVAFE invece c’è un interpretazione interessante, l’ADE definisce da normativa gli “Strumenti finanziari” e attribuisce a Mintos l’etichetta di “Prodotto Finanziario” in quanto offre la “negoziabilità” dei propri prestiti, tramite Mercato Secondario. Come “Prodotto Finanziario” conferma quindi l’ipotesi di dover calcolare e versare l’IVAFE, pari allo 0,2% del bilancio sul conto.

AGGIORNAMENTO: mi risulta che, in alternativa al Quadro RL si possa utilizzare il Quadro D, Altri Redditi del 730, sempre con codice 1 su rigo D2.
Se qualcuno ne avesse conferma, mi faccia per piacere 2 righe.

Passiamo ora al secondo Interpello, ancora più recente, fatto dalla piattaforma Italiana Ener2Crowd che opera con istituto di pagamento francese, autorizzato in Francia (e NON autorizzato in Italia).
Potete scaricarlo da qua:

2019-12 Interpello Ener2Crowd

In soldoni Ener2Crowd si proponeva di applicare ritenuta alla fonte del 26%, ma l’Agenzia delle Entrate ha semplicemente bocciato l’interpretazione, dicendo che la piattaforma non risultava “intermediario finanziario iscritto all’albo“, né “istituto di pagamento autorizzato dalla Banca d’Italia“.

Con questi presupposti la piattaforma Ener2Crowd, sebbene italiana, andrà affrontata come una estera e i guadagni concorreranno al Reddito Complessivo IRPEF.
Per quello che riguarda l’IVAFE invece, non si ritiene opportuno il pagamento dell’IVAFE, non essendo attività all’estero, ma in questo caso probabilmente si ricadrà nell’obbligo di bollo a 34,20€, come se fosse un Conto Corrente Italiano.

Monitoraggio, IVAFE o Bollo?

Questo argomento è particolarmente ostico. Io vi posso solo dare la mia opinione e libera interpretazione.

L’IVAFE abbiamo scoperto essere lo 0,2% se lo strumento offre la “negoziabilità” dei propri investimenti (ad es. Mercato Secondario).
Questo 0,2% sembra essere calcolato sulla giacenza (saldo+interessi) al 31 Dicembre.

Nel caso invece di NON negoziabilità, ossia di investimenti che non posso svincolare pre-tempo, non c’è una interpretazione univoca e chiara.

Ad oggi, le interpretazioni più comuni, nel caso di NON negoziabilità, sono 3:

  1. non facciamo distinzione di piattaforme se hanno o meno il Mercato Secondario e paghiamo l’IVAFE in quota 0,2%
  2. consideriamo il Conto come se fosse un Conto Corrente Estero, quindi pagando l’IVAFE Fissa a 34,20€, per quei conti che hanno avuto una giacenza media (rapportata al periodo di possesso) superiore a 5.000€
  3. considerare l’intero Conto (giacenze + somme prestate/investimenti) come “Attività finanziaria estera“, in questo modo compilare il Quadro RW per il “Solo Monitoraggio“, senza applicare alcuna imposta.

Io sono un fan della numero 1 e della numero 3.

Io penso che la soluzione 3 possa essere l’interpretazione maggiormente in accordo all’Interpello dell’ADE, avendo specificato molto bene la “negoziabilità” dei “prodotti finanziari” in oggetto.
Mentre la soluzione 1 è probabilmente quella più semplice da applicare, trattando tutte le piattaforme alla stessa maniera… paghiamo per tutte e amen. Opinioni e solo opinioni…

Ma questo IRPEF come funziona?

Probabilmente sarò ripetitivo per molti di voi, se sapete già tutto, scrollate giù e andate all’infografica.

Partiamo dal fatto che alcune piattaforme potrebbero comunque aver trattenuto dell’IRPEF dai vostri investimenti… in questo caso potrà essere possibile versare a conguaglio la differenza per arrivare al proprio scaglione di riferimento.

L’IRPEF è naturalmente una tassa ed è l’acronimo di Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche.
Questa tassa è dovuta da tutti coloro che risultano dipendenti e dai lavoratori autonomi che non accedono a imposte sostitutive come la Flat Tax (che appunto si chiamano sostitutive, perché  sostituiscono l’IRPEF).

L’IRPEF viene calcolata in scaglioni, si paga una percentuale fino ad un valore, sopra quel valore un altra percentuale (maggiore) e così via.
Vero è che permette deduzioni e detrazioni, quindi è comune riuscire a “risparmiare” qualcosa di IRPEF con i vari servizi che lo consentono (spese sanitarie, attività dei figli, ristrutturazioni, etc..etc.). Anche un Libero Professionista in Regime Ordinario paga l’IRPEF e può scaricare dal reddito molte spese che ha dovuto sostenere per la sua attività… la Partita Iva che accede ad Imposta Sostitutiva (come la Flat Tax), normalmente è agevolata dal punto di vista fiscale, con una tassazione inferiore, ma non gli è permesso scaricare nulla.

Se è argomento di interesse, potremo approfondire maggiormente, per ora vi lascio solamente con la tabella dei relativi Scaglioni IRPEF 2020, che sono:

SCAGLIONI DI REDDITO Aliquota
Fino a 15.000€ 23%
da 15.001 a 28.000€ 27%
da 28.001 a 55.000€ 38%
da 55.001 a 75.000€ 41%
oltre 75.000€ 43%

Scarica l’Infografica!

Senza dilungarmi oltre, voglio proporvi questo capolavoro, questa mia INFOGRAFICA. Se cliccate l’immagine, la ingrandite.

Infografica Tassazione P2P Lending
Infografica Tassazione P2P Lending

Potete anche scaricare gratuitamente la versione PDF da qua, se volete condividetela, postatela, inviatela… vi chiedo solo di linkarne l’articolo, per favore.
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Un appello ad una normativa chiara, di estrazione Europea

Alla luce dei fatti degli ultimi mesi, è chiaro che il Crowdlending (P2P o P2B) possa diventare una Asset Class interessante per differenziare gli investimenti.
Si tagliano intermediari e si accede ad investimenti che potenzialmente possono offrire rendimenti notevoli, talvolta superiori a strumenti più tradizionali.

C’è stato parecchio movimento e diverse piattaforme hanno approfittato di quelli che chiamano “Dumb Money“, senza poi onorare le dovute promesse.

Io ritengo che sia necessaria una normativa chiara, che sia comune a tutta Europa. Tale normativa dovrebbe avere 2 semplici obiettivi:

  1. consolidare il settore in termini di sicurezza e affidabilità, rafforzare l’AML (Anti-Money Laundering, in italiano Anti-Riciclaggio!) per minimizzare il rischio frode,
  2. offrire una fiscalità comune o per lo meno in linea con le fiscalità di strumenti simili nei vari paesi.

Penso che questo settore possa godere ancora di un’ottima crescita, anche con qualche punto percentuale di rendimento in meno.
Il Crowdlending può dare del filo da torcere a strumenti più popolari e blasonati.

Aiutami a completare questa guida

Come dicevo non sono un consulente o un fiscalista, questo mio articolo è stato sviluppato tenendo in considerazione le esperienze di decine di lettori.

Se trovi qualche incongruenza o hai suggerimenti per migliorarla, scrivimi o commenta!
Mi aiuterai a mantenere aggiornato l’articolo.

Sharing is Caring!
Emanuele

Ciao, sono Emanuele e da qualche anno mi sto appassionando al P2P Lending e al Crowdinvesting. Sono un fan della FIRE community e pensiero. Seguitemi, Emanuele

3 Comments

  • Ale

    Grandissimo Emanuele.
    Ero tra quelli che ti aveva proposto l’argomento.
    Ovviamente la richiesta era per avere un’idea di come muoversi, e di come ti muovi tu , più o meno. Sicuramente sono cose da commercialista, non mi ci metto neanche a provare! eheh….
    Il fatto è che come dici te, in Italia è tutto complicato e mai spiegato come si deve.
    Comunque ottimo articolo, bravo.

    Per il resto, dopo qualche mese di prova di alcune piattaforme devo dire che quelle che mi stanno piacendo di più sono Mintos, Peerberry, Crowdestor.

    A presto ciao!

    • Emanuele

      Eh si, ricordo bene! Ho avuto numerose richieste e tu sei stato uno dei primi a chiedere.
      Ho fatto alcune modifiche oggi, considerando alcuni suggerimenti dei lettori, soprattutto per l’IVAFE, se te li fossi persi!
      Ciao e grazie mille.

  • Massimo

    Gran bell’articolo. Molto bella l’infografica, grazie. Materia veramente spinosa che ha bisogno assoluto di regole precise. I valori che girano su p2p sono di tutto rispetto, quindi spero che presto i legislatori (magari europei?) diano delle indicazioni che vengano recepite poi dai legislatori dei singoli stati.