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    Monethera e Grupeer sono Scam?

    Gli sviluppi delle ultime ore sembrano suggerire che il titolo sia solo una domanda retorica.

    Se Monethera sembrava un caso già annunciato, Grupeer è un fulmine a ciel sereno… e succedono sempre di Venerdì queste cose…

    ATTENZIONE, LEGGI QUESTO PRIMA: il mio consiglio che voglio darvi ad inizio articolo, così sono sicuro che lo leggete, per entrambe le piattaforme fate screenshot delle vostre varie Dashboard, scaricatevi tutti gli Statements, le cronologie e i file Excel dei vostri investimenti, se potete anche tutti gli Agreements e PDF, fatevi un backup di tutto, il rischio che le piattaforme vadano Off-Line nel giro di giorni o ore è altissimo!
    Per scaricare molti PDF assieme (come nel caso di Grupeer, si possono scaricare gli Agreements in PDF) alcuni si sono aiutati con delle estensioni di Chrome, come “Simple Mass Downloader” (o altri, ce ne sono decine, anche per Firefox, come “DownloadThemAll” o “Batch Link Downloader“). Un trucchetto, dovete togliere la spunta su “scegli la cartella di destinazione del download” e dirgli di scaricare il PDF e NON aprirlo nel browser (vi semplificherà la vita, comunque ogni estensione spiega come si fa).

    Monethera non stava onorando interessi e prelievi da qualche settimana, alcuni sembra da oltre 1 mese.
    E le risposte agli investitori, via mail o sui vari canali a disposizione, altro non erano che copia e incolla precostruiti, con scuse per i ritardi e dando le colpe al virus.
    Fatto sta che ieri, arriva questa mail:

    Mail Exit Scam Monethera
    Mail Exit Scam Monethera

    Per essere seguito immediatamente dopo da questo messaggio su Facebook:

    Facebook Exit Scam Monethera
    Facebook Exit Scam Monethera

    Del famoso Buyback neanche l’ombra, semplicemente “non lavoriamo più, non garantiamo niente, ci spiace”.

    Per vostra informazione, gli investitori interessati ad una Class Action stanno cercando nuovamente di organizzarsi (come fatto per Envestio e Kuetzal).

    Potete inserirvi nel gruppo Telegram aperto, tramite questo link su versioni web e desktop o aprendolo da cellulare: https://t.me/monethera_actiongroup
    Oppure ricercando manualmente su Telegram il gruppo “Monethera Discussion Action Group” (attenzione, ci sono altri gruppi simili, non entrate in “MonetheraDiscussion”, è un gruppo di troll che non da alcun valore aggiunto…).
    Entrati nel gruppo ActionGroup troverete la procedura per pre-aderire nel nel messaggio fissato in alto (o “pinnato“, come si usa dire… che storpiamento orrendo…).
    Altrimenti, per i più pigri, potete segnare la vostra pre-intenzione direttamente da qua: https://forms.gle/MeiChtfZQ3zKMuuQ8

    Questo form non vincola nessuno, ma serve per lo più a contare quanti investitori hanno intenzione di aderire e che quota potrebbe essere necessaria per incaricare lo studio legale.

    Sento in molti dire “ho solo 100€, solo 1000€, non mi conviene“, senza però aver idea di cosa voglia dire.
    In questi casi si parla di raccogliere una PERCENTUALE del reclamato da ogni aderente, senza quote fisse.
    Questa quota potenzialmente potrebbe essere intorno ad un 2 o 2,5%, avendo già fatto esperienza negli altri 2 casi ed essendo Monethera un caso “più piccolo“.
    Questo vuol dire che, se avete perso 100€, probabilmente vi basteranno 2 o 2,5€ per aderire… onestamente con la quota di un cappuccino rischiate di:

    • aiutare la causa,
    • rimanere aggiornati sulle indagini
    • contribuire a mettere dei truffatori in gabbia
    • e rischiate di recuperare almeno una parte del capitale perduto

    A parte la preparazione della documentazione iniziale, il resto è cinema.

    Il caso Grupeer

    Ma passiamo invece alla grande delusioneGrupeer!

    Grupeer da Gennaio stava cercando di tornare alla ribalta, anche con successo, partecipando a summit e eventi, anche qui in Italia (incluso il Microfinance di Roma o il P2PHeroes di Torino).
    Aveva poi lanciato la sua campagna TransPEERancy nell’ottica di conquistare nuova fiducia dopo le Exit di Kuetzal e Envestio:

    TransPEERancy Grupeer
    TransPEERancy Grupeer

    Alcuni dubbi aleggiavano su Grupeer dall’anno scorso, il fatto però che la Ceo Alja Kisik (o Alla Kisika, sorella del vero proprietario Andrejs Kisik) ci mettesse la faccia e si fosse messa a disposizione, sembrava rassicurare… Grupeer negli ultimi mesi è stata visitata e intervistata più e più volte da praticamente tutti i principali Blogger e YouTuber Europei:

    E ce ne sono altre decine… io stesso ne avevo scritto una recensione l’11 Marzo 2019, oltre 1 anno fa, non mi nascondo.

    Tutto questo prosegue, fino al loro Primo (questa è sottile) vero e madornale errore di valutazione, le interviste con Bernhard Hummel.

    Bernhard Hummel è un investitore e YouTuber austriaco, piuttosto apprezzato, che ha un portafoglio importante a 6 cifre, nel Crowdlending.
    I primi di Marzo Bernhard ha visitato Grupeer, intervistato la CEO Alla Kisika e visitato diversi loro progetti

    Ebbene, suppongo che la CEO avesse sottovalutato le domande dello YouTuber Austriaco, che in realtà con molta umiltà e cavalleria riesce a porre, senza però trovare risposte esaurienti.
    L’intervista risulterà poco professionale e lascerà con più dubbi che altro.
    L’intervista è stata pubblicata il 5 Marzo 2020 e se non l’avete vista, vi invito a darci un’occhiata:

    Lascia l’amaro in bocca, quella che poteva essere l’intervista chiave per boostare una piattaforma, solleverà più dubbi di quelli già esistenti.

    C’è inoltre da dire che l’intervento di Grupeer si era reso necessario, perché il 4 Marzo aveva postato in sordina un articolo dove annunciava il cambiamento di funzionamento del Buyback, dapprima “onorato” dalla Società Veicolo Finsputnik (proprietà di Grupeer), passato come onere direttamente al Loan Originator.
    Qua il link: https://www.grupeer.com/blog/deal-partner-presence-on-grupeer/
    Che riporta questo (se dovessero cancellarlo):

    Change of Buyback Grupeer
    Cambio di Buyback di Grupeer

    A pensar male si fa peccato, ma purtroppo ci si azzecca molto spesso… i più malpensanti (di cui purtroppo son stato parte e promotore, subendo diverse critiche) ritenevano che questa potesse essere una mossa preparatoria al fallimento di qualche Loan Originator… ipotesi mai confermata, né smentita… fino ad adesso…

    Ma torniamo al viaggio di Hummel, che proseguirà nei giorni seguenti, dove visiterà assieme a Grupeer alcuni dei progetti da loro finanziati, riuscendo a dimostrare che i progetti visitati esistono realmente… questo riuscirà a calmare le acque temporaneamente… per lo meno fino al 17 Marzo, data in cui Grupeer dice di iniziare a lavorare in SmartWorking e i prelievi iniziano a diventare più lunghi, a detta loro sempre per colpa del virus (una scusa perfetta, che scenario idilliaco per una Exit-Scam).
    Ricordiamo che Grupeer non ha mai offerto Early Exit, né Mercati Secondari (da sempre promessi).

    Come successo anche in passato, alcuni prelievi vengono onorati, a singhiozzo e per dei fortunati random… a ieri sembrano siano arrivate notizie di prelievi onorati per richieste fatte tra il 17 e il 19 Marzo, ma sembra risultino anche prelievi non ancora onorati tra il 18 e il 19… queste le date ad oggi confermate.
    Questi ritardi hanno scaldato gli animi su Social e gruppi, fino a giovedì notte, 26 Marzo, data in cui l’anonimo “WhistleblowerRoasted PeerDuck entra nel principale gruppo Telegram: https://t.me/grupeerdiscussion1 … il gruppo farà il salto da poche decine di utenti a diverse centinaia nel giro di qualche ora.

    Vi invito a seguire Roasted PeerDuck, ha uno stile discutibile, ma è uno dei primi ad avvisare.

    Nei gruppi si parla e ci si scambia link, parteciperà anche Krystaps Mors (che sarà il primo a scriverne a riguardo poche ore dopo, qua il link) e si arriverà a diverse conclusioni, tra cui le principali sono:

    • 3 Loan Originators russi, Epic Cash, Lion Lender e Monetria, risultano registrati, ma non sono conformi ad avere licenza per gestire il microcredito, sembrano fake.
    • almeno uno dei progetti, Promenade, sembra non sia mai stato concluso, né venduto, altro fake.

    Le teorie “complottiste” prendono il sopravvento e questa notte, tra il 27 e il 28 Marzo (ho dormito assai poco…), diversi dipendenti (o ex-dipendenti) di Grupeer, incluso Vladislavs Filimonovs, COO di Grupeer, interverranno, nel tentativo improbabile di salvare faccia, reputazione e prendere le distanze da un eventuale causa legale e criminale.

    Gli interventi di Vlads non saranno però del tutto trasparenti e nel giro di qualche ora verrà smentito da alcuni screenshot di email, che lo dimostreranno consapevole sui Loan Originators in causa. Incollo per i posteri.

    Mail Vladislav
    Mail smentita Vladislav

    All’interno del gruppo entreranno anche Helmut Gerhard (Head of Account Management), Olga Bondareva (avvocato in Grupeer), ma sembra che siano presenti anche Alla Kisika (CEO) e Diana Steimane (Head of HR)… alcuni parteciperanno, altri ascolteranno… arriveranno inoltre conferme che Grupeer ha licenziato almeno parte del Team la settimana scorsa… arriverà anche una notizia non ancora confermata, che siano stati licenziati tutti i rimanenti questa settimana.
    Penso comunque che tutti i diretti coinvolti in Grupeer, direttamente o indirettamente, siano dentro al gruppo a monitorare la situazione… vi invito nuovamente a partecipare alla discussione (il gruppo è questo https://t.me/grupeerdiscussion1)… ma un consiglio, cautela nelle parole, non si sa mai 🙂

    Per finire, un’ulteriore indiscrezione (sembra confermata, ma non ne ho la fonte…prendetela con le pinze), il fratello di Alla, Andrej Kisik (possibile che l’abbia buttata sotto il treno in questo modo?), sembra sia già scappato in Bielorussia questo lunedì…

    Per concludere, ricordiamo che in questo marasma Grupeer è un marketplace dove ci sono Loan Originators REALI e CONFERMATI e dove alcuni progetti esistono REALMENTE.
    Del marcio dentro sembra che ci sia, mescolato ad opera d’arte con attività legittime e verificabili… Se Grupeer farà il botto, sarà un botto clamoroso, probabilmente più grande di Envestio, ma ci sono probabilità che tracce, assets, crediti e proprietà da reclamare ce ne siano.

    Non sono ancora chiare le tempistiche per l’eventuale azione legale verso Grupeer, se siete interessati, vi invito nel canale Telegram “Grupeer Discussion”, oppure scrivetemi, cercherò di tenervi aggiornati.

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    Emanuele

  • Blog,  crowdinvesting,  envestio,  kuetzal,  scam

    Kuetzal ed Envestio in tribunale – PARTE 1

    Come avevamo già discusso, sia Kuetzal che Envestio si sono rivelati degli SCAM, sparendo senza lasciare traccia, senza onorare i prelievi degli investitori e le richieste di buyback.

    Potete trovare i miei scorsi post qua:
    Kuetzal: https://www.p2pinvesting.it/2019/12/20/kuetzal-e-veramente-uno-scam/
    Envestio: https://www.p2pinvesting.it/2020/01/23/terremoto-envestio/

    Siccome in molti hanno segnalato il fatto alla Polizia Estone (e alcuni anche localmente), il 31 gennaio 2020 la Polizia pubblica questo, con il titolo “Were Envestio and Kuetzal a fraud?”, tradotto “Envestio e Kuetzal erano frodi?
    https://www.politsei.ee/en/news/were-envestio-and-kuetzal-a-fraud-1151
    Dal link si evince che la Polizia Estone ha aperto 2 Indagini, sia Civili che Penali, contro le piattaforme Kuetzal ed Envestio, per frode sugli investimenti.
    Potete inoltre trovare la procedura per segnalare la vostra eventuale perdita ed aiutare le indagini in corso.

    Ma andiamo per gradi, cosa è successo da allora?

    Da Gennaio, quando è scoppiato il caso Kuetzal, una moltitudine di investitori, legati dalla rete assieme a blogger, youtuber e pagine sui social (in primis Facebook e Twitter) hanno iniziato a pensare a come unirsi e a cosa fare.

    La svolta è arrivata grazie a Telegram, strumento che si è rivelato potente ed efficace, con il quale centinaia, anzi migliaia di investitori si sono uniti in gruppi di discussione più o meno ufficiali.

    In principio vi erano già dei gruppi relativi a discussioni Kuetzal o Envestio, ma su questi gruppi la censura era presente, attenta e rigorosa, non si poteva sollevare nessun dubbio, sembrava quasi che tra gli amministratori ci fossero membri delle piattaforme…

    Ci volle poco per aprire nuovi e incensurati gruppi e con un po’ di pubblicità sui vari canali a disposizione, nel giro di pochi giorni contarono già centinaia di investitori delusi e truffati.

    Da questo, un manipolo di coraggiosi, con a capo lo Spagnolo Guillermo de la Hera, sua moglie Azucena Lancbazo, aiutati da altri di varie nazionalità, tra cui un italianissimo Moreno Daltin, esperto di IT Security, si proposero per organizzare e portare avanti la causa legale per tutti gli aderenti.
    C’è voluto ben più di qualche giorno a mettere d’accordo diverse centinaia di investitori (e tutti sappiamo le reazioni che si possono avere di fronte a perdite di capitale!), alcuni con claim di qualche centinaio di €, altri con decine (plurale, a volte tante!) di migliaia, di diverse età e nazionalità.
    Ma superate le prime difficoltà, tra documentazione, revisioni, caricamenti di file mentre troll cercavano di spaccare il gruppo (i più evidenti bannati senza pietà!), qualcosa di MERAVIGLIOSO si è creato.

    Oramai si uniscono alle cause nuove vittime ogni giorno.
    Nel caso Kuetzal ci sono circa 580 investitori per una richiesta di rimborso di circa 3.500.000€.
    In queste 580 persone sono rappresentate 45 nazionalità diverse di tutto il mondo, con circa una trentina di conti sopra ai 30.000€, con un paio di conti a 6 cifre!!!
    Di questo malloppo, sono italiani circa 300.000€ per quasi 50 investitori, malcontati intorno all’8,5%, superati solamente da Spagna e Olanda, che contano rispettivamente 550.000€ e 600.000€, solo che gli spagnoli come numero doppiano gli olandesi…

    Passando ad Envestio, le vittime contano ben di più, circa 2.200 investitori, per 11.500.000€!

    Stiamo parlando di aver organizzato 2 cause che contano circa 2.800 investitori per circa 15 milioni di € totali!!!
    SPETTACOLARE!
    Se fate i calcoli, mediamente vuol dire 5.000/5.500€ per investitore, ma considerando che le richieste inferiori ai 5.000€ sono oltre il 70%, capite che ci sono persone che hanno subito perdite veramente pesanti!!!

    Proseguiamo… raccolti alcuni fondi tra gli aderenti alle cause, viene selezionato e assunto Denis Piskunov dello Studio Internazionale Magnusson e vengono create 2 società SVP (sono Srl Estoni) per rappresentare le richieste di tutte le vittime.

    Assieme all’avvocato vengono successivamente depositate le istanze di fallimento e bancarotta, dapprima per Kuetzal e successivamente per Envestio.

    Per Kuetzal viene poi nominato un liquidatore, al posto della famosissima Viktoria Gortsak, che verrà sostituita il 13 Febbraio 2020 con la persona di Villu Tragon, nato il 18/11/1969, potete trovarne qualche informazione in più qua (vi linko le fonti con Google Translate, visto che sono in Estone):
    https://translate.google.it/translate?sl=auto&tl=it&u=https%3A%2F%2Fscorestorybook.ee%2Fmedia%2F320349%2Fvillu-tragon-persoonilugu%3Fid%3D1262012

    Villu Tragon (foto 2012), liquidatore Kuetzal
    Villu Tragon (foto 2012), liquidatore Kuetzal
    (fonte: https://translate.google.it/translate?sl=auto&tl=it&u=https%3A%2F%2Fmajandus24.postimees.ee%2F707196%2Fehitusfirma-nouab-tuntud-pankrotihalduri-pankrotti Articolo del 2012)

    Traducendo, vediamo come Villu Tragon nella sua carriera abbia portato al fallimento 3 società da lui gestite, mentre addirittura 8 sono di fatto scomparse senza completare il processo di liquidazione.
    Potete vedere voi stessi infine che (ad oggi 24/03/2020) il “Reputation Score” di Scorestorybook è -362, mentre il Credit Score è considerato “Borderline”… non molto rassicurante.

    La prima udienza del caso Kuetzal

    Partendo da questo, la prima udienza per decidere il fallimento di Kuetzal c’è già stata nel pomeriggio dell’11 Marzo 2020.
    La richiesta degli investitori è semplice, proseguire con il fallimento, nel tentativo di accedere a valori o liquidi per ottenere il rimborso.
    Il liquidatore di Kuetzal però si oppone, tentando di ostacolarne il fallimento, affermando che “most of the projects were real” (…”most”… che spettacolo!) e che gli investitori devono indirizzare le loro richieste di rimborso ai borrowers (ossia i richiedenti prestito) e non alla piattaforma.
    Non viene però mostrata né depositata alcuna prova, nessun documento che dimostri i trasferimenti dei soldi degli investitori verso i titolari dei progetti, nemmeno gli Agreements (gli accordi) coi richiedenti o con gli investitori.
    Ciliegina sulla torta, il liquidatore afferma che nessun Buyback può essere applicato.

    Gli avvocati della Magnusson depositeranno così delle prove per dimostrare che il liquidatore sta dichiarando il falso e l’udienza sarà probabilmente aggiornata al 7 Aprile 2020, data in cui ci potrebbe essere sentenza (fatto salvo diverse disposizioni dovute al Corona Virus).

    Oltre alla chiara intenzione di Kuetzal di opporsi alla bancarotta (magari perché c’è ancora liquidità che non sono riusciti a far sparire), possiamo sicuramente prendere atto che non siano stati in grado di chiarire in tribunale dove siano finiti i soldi degli investitori.

    Per Envestio invece dovremo attendere i nuovi sviluppi.
    L’istanza di fallimento è stata depositata ed accettata dal Tribunale in data 12 Marzo 2020.
    Il 20 Marzo 2020 la corte ha notificato ad Envestio l’istanza pendente, dando loro 10 giorni di tempo per rispondere alla richiesta di fallimento.
    Se in questi 10 giorni (ne sono passati ormai 4) non venisse formalizzata risposta, il fallimento potrebbe proseguire con la nomina di un curatore fallimentare.
    Attendiamo quindi fiduciosi settimana prossima, con la fine di Marzo potrebbero esserci novità.

    Per chiunque sia interessato in ulteriori dettagli o voglia aggiungersi alle cause legali, potete far riferimento all’avvocato:
    https://www.magnussonlaw.com/people/denis-piskunov/

    Amici lettori, ogni condivisione, like o commento aiuterà a diffondere il post e potrebbe aiutare la causa comune.
    Come sempre, Sharing is Caring!

    Un abbraccio, a presto,
    Emanuele

  • Blog,  educazione finanziaria,  Risparmio

    Cosa sono Inflazione, Iperinflazione, Deflazione e Stagflazione?

    Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare di inflazione o tasso di inflazione e il termine ha assunto un connotato per lo più polemico, legato indissolubilmente alle lamentele sull’aumento dei prezzi. Tuttavia, questo fenomeno non è altro che un riflesso della nostra economia in continuo cambiamento e forse vi stupirà sapere che non si tratta sempre e solo di un cambiamento negativo.

    Ma di cosa parliamo esattamente quando usiamo il termine “inflazione”?

    Cos’è l’inflazione?

    L’inflazione è, per definizione, l’aumento progressivo del livello generale dei prezzi o anche la perdita del potere di acquisto della moneta.
    In altre parole, l’inflazione si verifica quando, durante un dato periodo, con la stessa quantità di denaro si può acquistare una minore quantità di beni e servizi rispetto ad un periodo precedente.

    Il classico esempio pratico è il semplice acquisto di un pacchetto di caramelle:
    l’anno scorso il pacchetto di caramelle costava 1€, quindi con 2€ potevate acquistarne due pacchetti.
    Nell’arco dell’anno c’è stata un’inflazione del 5%, il che significa che quelle stesse caramelle costano ora 1,05€ e di conseguenza con la vostra moneta da 2€ non potrete più acquistare due pacchetti, ma soltanto uno.
    La vostra moneta è sempre da 2 €uro, il valore vi sembrerà il medesimo, ma siccome i prezzi sono mediamente aumentati, il vostro potere di acquisto si è ridotto.

    Scopriamo ora nel dettaglio cosa causa questa variazione.

    Cause dell’inflazione

    Non c’è una motivazione unica dietro l’oscillazione dei prezzi, né si tratta sempre e solo di una percentuale in aumento.
    Infatti, si possono verificare anche altri tre fenomeni chiamati rispettivamente deflazione, iperinflazione e stagflazione.

    Ma andiamo con ordine.

    L’inflazione può essere causata principalmente da tre variabili:

    • Aumento della domanda: se la domanda per determinati beni o servizi cresce più velocemente dell’offerta, tali beni o servizi subiranno naturalmente un innalzamento di prezzo in proporzione alla domanda. Di solito questo fattore si verifica quando si ha un’economia in crescita.
    • Incremento dei costi di produzione: più è dispendioso produrre un bene o fornire un servizio, tanto più sarà costoso. Se i costi di produzione aumentano, le aziende si vedono costrette ad aumentare il prezzo del prodotto finale in modo da mantenere il loro margine di guadagno.
    • Politica monetaria: anche in questo caso vale la legge della domanda e dell’offerta. Se il prodotto in questione è la moneta stessa, nel momento in cui c’è un eccesso di offerta essa si svaluta, risultando in un aumento del prezzo di beni e servizi.

    Tuttavia, come ho già accennato, la fluttuazione dei prezzi non è sempre e solo al rialzo.
    Quando il livello generale dei prezzi è in calo, si parla infatti di deflazione.

    La deflazione

    La deflazione è un fenomeno piuttosto pericoloso, in quanto si verifica generalmente in periodi di recessione economica e nei casi più gravi può sfociare in una vera e propria depressione.
    Questo accade quando la domanda di beni o servizi è in calo, le persone evitano di spendere e le aziende per mantenere i loro volumi di fatturato sono costrette a delle riduzioni di prezzi per essere più competitive, andando a danneggiare spesso il loro margine.

    Se questo periodo si protrae a lungo le aziende, che già avranno margine ridotto, inizieranno a produrre meno e avranno bisogno di meno personale, il che causerà un aumento della disoccupazione, con un ulteriore riduzione di spesa da parte delle famiglie, che di fatto si impoveriranno.

    L’esempio più recente di deflazione è la Grande Recessione del 2008, una crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti a causa della cosiddetta crisi dei Subprime e del mercato immobiliare, crisi che poi sfociò al fallimento della Lehman Brothers, una delle principali società di servizio finanziario a livello mondiale, che il 15 Settembre 2008 dichiarò l’intenzione al fallimento, con un debito di 768 miliardi di dollari (per capirsi, il PIL 2019 della Svizzera, 11 anni dopo, è 628,5 miliardi di €!) e attività per 639 miliardi.

    Questa crisi si è poi progressivamente estesa a tutto il mondo, colpendo in modo particolare diversi Paesi Europei, tra cui l’Italia.
    Fino ad oggi si parlava della Grande Recessione del 2008 come una delle più pesanti recessioni della storia, seconda forse soltanto alla Grande Depressione del 1929, depressione vera e propria, che portò nel giro di pochi anni ad un crollo sia dei prezzi che delle produzioni del 50% circa.

    Nel grafico sottostante, ad esempio, potete osservare le variazioni di inflazione e PIL nel Regno Unito durante la crisi economica.

    Inflazione e PIL storico del Regno Unito
    Inflazione e PIL storico del Regno Unito
    (fonte: https://www.economicshelp.org/)

    La linea rossa rappresenta il PIL (Prodotto Interno Lordo o, in inglese, GDP, Gross Domestic Product), mentre la linea blu rappresenta l’inflazione.
    Successivamente al picco di inflazione del 5%, durante gli anni bui tra il 2008 e il 2010, l’inflazione è precipitata ben sotto al 2% facilitando inoltre la ripresa.

    L’iperinflazione

    Dal lato opposto dello spettro si trova invece l’iperinflazione, un fenomeno raro, caratterizzato da un aumento esponenziale dell’inflazione in un breve periodo di tempo.
    Il caso più conosciuto è certamente quello a cui andò incontro la Germania dopo la Prima Guerra Mondiale.

    Iperinflazione di Weimar
    Iperinflazione di Weimar
    (fonte: https://www.memonic.com/)

    La cosiddetta Iperinflazione di Weimar si verificò quando la Germania cominciò a stampare un numero eccessivo di banconote per far fronte ai debiti di guerra.
    Per fare ciò fu abbandonato il Gold Standard, ovvero la convertibilità della cartamoneta in oro, e di conseguenza le banconote perdettero velocemente il loro valore.
    Per capire gli effetti che ciò ebbe sul Paese, basti pensare che all’epoca un chilo di pane arrivò a costare 400 miliardi di marchi (attenzione, erano i Papiermark, moneta precedente rispetto al Marco Tedesco coniato nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale).

    Un assaggio, vi mostro 2 foto di cos’è stata l’Iperinflazione di Weimar:

    Donna tedesca usava i soldi per cucinare
    Donna tedesca usava i soldi per cucinare
    Donna tedesca usava i soldi per scaldarsi
    Donna tedesca usava i soldi per scaldarsi

    Non devo aggiungere altro, vero?

    La stagflazione

    La stagflazione è invece un fenomeno piuttosto particolare che si verifica quando l’inflazione è in crescita nonostante l’economia rimanga stagnante.
    Infatti il termine stagflazione è una combinazione di stagnazione e inflazione.

    Stagnazione e inflazione sono semplici da capire, se presi separatamente, mentre se accadono simultaneamente vanno in forte contrasto con le più comuni visioni keynesiane, che vedono disoccupazione e inflazione strettamente correlate.

    Nella visione keynesiana:

    • disoccupazione in calo può voler dire inflazione, ossia aumento di prezzi, dovuto ad un aumento della domanda;
    • mentre la disoccupazione in aumento, che porterà ad una contrazione della domanda, NON è compatibile con un aumento dei prezzi, perché saremo in recessione.

    Nei casi più gravi di stagflazione, l’economia rimane stagnante, con modeste variazioni, in positivo o in negativo, ma insufficienti a far intendere riprese o recessioni (di pari passo l’occupazione), mentre l’inflazione tende ad aumentare, talvolta anche a ritmi sostenuti.

    Stagflazione USA negli anni '70
    Stagflazione USA negli anni ’70

    Ci sono stati diversi casi di stagflazione, sia in Europa, in Italia, ma anche negli USA, tra gli anni ’60 a ’80, casi non previsti, che solo con il senno di poi siamo riusciti ad analizzare trovando le concause scatenanti. Queste sono state principalmente:

    • l’avvenimento dell’automazione industriale, che ha da una parte preservato o migliorato la produttività, aumentando però la disoccupazione
    • la rigidità nei salari, dove ad un aumento inflazionistico non corrisponde un adeguamento salariale, riducendo il potere di acquisto del lavoratore/consumatore
    • le crisi del petrolio, chiamate spesso crisi energetiche, dovute a riduzioni repentine negli approvvigionamenti e ad impennate nei prezzi (qui ci sarebbe da scriverci un libro)
    • la presenza di monopoli e cartelli, soprattutto nelle materie prime.

    Prendete 3 o 4 degli ingredienti sopra citati, infornate e otterrete una splendida stagflazione in grado di mettere in crisi il più capace dei governi (che ossimoro raccapricciante…).

    Calcolo dell’inflazione

    Il dato relativo all’inflazione viene calcolato, normalmente, in percentuale su base mensile o annuale.
    In Italia, esso viene riportato mensilmente dall’ISTAT che lo calcola attraverso il cosiddetto paniere di mercato. Qui si raggruppano tutte le voci relative a beni e servizi che risultano rilevanti per l’economia, ne viene calcolato il costo totale per un dato mese ed ad ogni mese successivo esso viene comparato ai precedenti, al fine di controllarne la percentuale di cambiamento nel tempo.

    Di seguito una panoramica dell’andamento dell’inflazione in Italia, dal 1956 ad oggi.

    Inflazione storica Italia
    Inflazione storica Italia

    Per confronto, vorrei riportarvi anche l’andamento storico dell’inflazione negli Stati Uniti.

    Inflazione storica USA
    Inflazione storica USA

    Solo dai numeri è chiaro vedere correlazione tra le inflazioni che vanno dagli anni 1973 al 1980, nonostante si parli di USA e Italia.

    Oscillazioni eccessive in aumento o in diminuzione sono egualmente pericolose per l’economia.
    C’è infatti bisogno che i prezzi rimangano stabili o che le fluttuazioni tendino ad annullarsi tra di loro, ad esempio se un prezzo di un prodotto aumenta, quello di un altro diminuisce.

    Sia la Federal Reserve che la BCE riportano che un valore d’inflazione stabile (per i Paesi sviluppati) si aggira intorno al 2% annuo, perché garantisce una certa crescita economica senza un’eccessiva svalutazione della moneta.

    Inflazione ed investimenti

    Alla luce di tutto quello che vi ho raccontato, va da sé che tenere i propri risparmi sotto il materasso o fermi sul conto corrente (in un periodo normale, quello che stiamo vivendo  ora è l’apocalisse… avete visto il VIX?) può voler dire svalutare i propri risparmi e, di fatto, perdere soldi.

    Se da una parte la fase di Risparmio è importantissima, è altrettanto importante capire e imparare ad Investire, almeno per difendersi dall’inflazione.

    E’ chiaro adesso che se il vostro conto deposito vi rende lo 0,5% ma l’inflazione è il 2%, state perdendo circa l’1,5% all’anno?
    E’ vero, state perdendo meno di chi non investe, ma se perdete l’1,5% all’anno dopo 20 anni avete perso circa il 26% del vostro potere di acquisto iniziale…

    Con questo chiudo, se trovate delle inesattezze nei miei post, vi prego di scrivermi, ce la metto tutta per cercare di essere preciso e puntuale, ma non vi nego che questi post sono delle piccole tesine… mi danno una soddisfazione immensa, ma qualcosa potrebbe sfuggirmi.

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    Un abbraccio,
    Emanuele

     

  • Blog,  educazione finanziaria,  Risparmio

    Chi capisce l’Interesse Composto, lo guadagna; chi non lo capisce, lo paga!

    Il titolo prende spunto da una Urban Legend (mai realmente comprovata) riguardante la famosissima citazione di Albert Einsten, uno dei fisici più famosi al mondo, uno dei miei idoli che tuttora mi fa sognare quando ho voglia di divagare tra relatività e spazio-tempo… ma torniamo a noi!

    La frase viene estrapolata in modi differenti, ma la versione in inglese più utilizzata è:
    “Compound interest is the 8th wonder of the world.
    He who understands it, earns it; he who doesn’t, pays it.”
    Letteralmente:
    “L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo.
    Chi lo capisce, lo guadagna; chi non lo capisce, lo paga!”

    L'interesse composto di Einstein
    L’interesse composto di Einstein

    Adesso, indipendentemente dal nostro Albert, come si fa a non essere d’accordo?

    Ma facciamo un passo alla volta, sono in tantissimi a riempirsi la bocca con l’Interesse Composto, ma sappiamo veramente tutti che cos’è, che valore ha e come si calcola?
    Più in basso vi spiegherò come calcolarlo in Excel e vi linkerò un Tool che ho creato da scaricare.

    Qualche volta questo viene confuso con l’Interesse Semplice.

    L’Interesse Semplice calcola i rendimenti con un Capitale Iniziale che NON varia nel tempo.
    Se investo 10.000€ al 5% di Interesse (semplice) per 20 anni, il mio rendimento sarà di 500€ tutti gli anni.

    L’Interesse Composto invece considera che il rendimento annuo dell’investimento venga ricapitalizzato e reinvestito, aumentando così di fatto il capitale, anno dopo anno, e conseguentemente la quota degli interessi dell’anno successivo.

    Prendiamo i 10.000€ al 5% di Interesse (composto, reinvestendo) per 20 anni, il mio rendimento sarà di 500€ il primo anno, 525€ il secondo anno, 551,25€ il terzo annoe così via!
    Può sembrare poco, ma la crescita è esponenziale e sul lungo periodo questo FA la differenza.

    Dopo i 20 anni di interesse semplice, avremo 10.000€ di capitale e 10.000€ di interessi, per 20.000€ totali.
    Dopo i 20 anni di interesse composto, avremo sempre 10.000€ di capitale iniziale e 16.533€ di interessi, per 26.533€ totali.
    A conti fatti, ho guadagnato il 65% in più (6.533/10.000 %)!

    Bene, questo concetto è particolarmente utile nei nostri investimenti in P2P Lending, dove molti interessi vengono riconosciuti mensilmente o su base irregolare.
    Questo perché l’Interesse Composto (in inglese Compound Interest, da cui l’effetto Compounding) ha effetto anche durante l’anno, di mese in mese, man mano che ci vengono ripagati interessi e man mano che i nostri Autoinvest li reinvestono.

    Andiamo ora al lato pratico, ossia come si calcola.

    Tralasciamo complicatissime formule matematiche e affidiamoci ad Excel.

    Metodo 1 -> Fatelo voi!

    Se volete calcolarvelo da soli, la cosa più semplice è mettere tutto in tabella:
    Ogni riga una rata (che può essere mensile, annuale, etc.) e su ogni riga andate a riportare capitale e interessi maturati in quella rata.
    Attenzione che l’interesse lo dovete calcolare PER RATA, se avete un interesse del 6% annuo, ma interessi mensili, questi li dovrete calcolare come 0,5% mensile (ossia 6%/12).
    Sulla riga successiva andrete a calcolare gli interessi NON più sul capitale, ma SUL MONTANTE, che sarà la somma tra il capitale e gli interessi maturati fino a quel momento.
    E così via, fino alla fine del periodo che vi interessa.
    Dopodiché vi basterà sommare la colonna degli interessi e andare a vedere il montante dell’ultimo anno.

    Se avete bisogno, scrivetemi, che cerchiamo di farlo assieme.

    Metodo 2 -> la scorciatoia con la funzione VAL.FUT

    Excel è un ottimo strumento (e come Excel anche Calc di Openoffice o i Fogli di Google) e ha una miriade di funzioni utili, che fanno i calcoli al posto vostro.
    Una di queste funzioni è VAL.FUT() (se avete Excel in Inglese, la funzione è FV(), che sta per Future Value) e serve per calcolare in automatico il Valore Futuro di un Investimento ad un tasso di interesse costante.

    La funzione VAL.FUT() si articola così:

    VAL.FUT ( TASSO ; PERIODI ; PAGAMENTO ; VALORE ATTUALE ; TIPO PAGAMENTO )

    Sembra complicato, ma non lo è… in breve:
    TASSO -> è il tasso di interesse per periodo.
    ATTENZIONE, per periodo vuol dire che è il tasso applicato ratealmente, come dicevamo prima, se il tasso è del 6% all’anno, ma vengono pagati interessi mensili, allora bisogna prendere il tasso MENSILE, che è 6%/12 = 0,5%
    PERIODI -> ossia quanti pagamenti sono previsti.
    ATTENZIONE, se sono pagamenti annuali, questo coincide con il numero di anni, se sono pagamenti mensili, bisognerà moltiplicare i mesi per gli anni.
    PAGAMENTO -> questo valore può prevedere un versamento o un prelievo costante per RATA… può essere utile per valutare un PAC, ad esempio (mettere numero negativo)
    VALORE ATTUALE -> è il valore iniziale dell’investimento (mettere numero negativo)
    TIPO PAGAMENTO -> mettere 0 se per pagamenti fatti a fine periodo (che è lo standard), altrimenti mettere 1 per pagamenti a inizio periodo.

    Se volete cimentarvi, provate la funzione su un vostro Excel… se invece siete pigri, potete scaricare questo semplice TOOL che ho creato per voi che vi farà i calcoli e le differenze tra Interessi semplici e composti.

    ADD_THIS_TEXT

    La funzione VAL.FUT è estremamente versatile e utile, ma ha un difetto.
    L’unico vincolo è che considera TASSI COSTANTI, per PAGAMENTI con frequenza COSTANTE.

    Nel caso invece del calcolo con la tabella, questi vincoli non li abbiamo e possiamo andare a personalizzare praticamente ogni campo.

    Se avete dubbi, scrivetemi o commentate.
    Sharing is caring.
    Emanuele

  • Blog,  I miei investimenti,  Piattaforme,  Portafoglio

    I miei investimenti – Febbraio 2020

    Ciao risparmiatori,

    siamo arrivati a Febbraio e questo mese voglio proporvi un formato un po’ diverso, dove vi proporrò alcuni spunti per ogni singola piattaforma, partendo dai profitti degli anni passati.
    Sotto a grafici e tabelle trovate i dettagli.

    Partiamo: gli investimenti in P2P Lending e Crowdinvesting sono tornati in bolla segnando un +213€ per quasi un punto percentuale mensile…
    Ma non è tutto oro quello che luccica… voi sapete che nella mia diversificazione ho quasi la metà del portafoglio allocata su ETF.
    Ebbene, il mio portafoglio ETF, attualmente con Moneyfarm, comprende una componente azionaria mondo intorno al 53%… indovinate che direzione hanno preso questi ETF con il panico generato dal CoronaVirus?
    Il segno meno sul portafoglio Moneyfarm tocca un bel -4,5% questo mese, nella speranza che questa psicosi si calmi e che possa recuperare qualcosa da oggi in avanti.

    Voglio però portarvi subito alle tabelle e ai grafici, per poi fare il punto con voi.

    Composizione del mio portafoglio

    Tipologia Investimenti Febbraio 2020
    In numeri vuol dire:

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT -722,57 € -1,636 % -21,326 % 41.562,28 € 43.444,74 €
    ETF -935,32 € -4,532 % -59,08 % 18.691,18 € 19.046,10 €
    P2P Lending 150,30 € 0,822 % 10,71 % 17.275,60 € 18.443,77 €
    CrowdInvesting (CI) 44,62 € 1,581 % 20,61 % 2.681,41 € 2.866,44 €
    CrowdInvesting (RE) 17,83 € 0,581 % 7,57 % 2.914,09 € 3.088,43 €

    Come potete vedere il risultato degli ETF azionari è stato piuttosto disastroso, persi quasi 1.000€ in un mese, per circa un 4,5%… considerate che nel portafoglio Moneyfarm ci sono anche ETF Obbligazionari e Materie Prime, che hanno compensato, anche se non a sufficienza.
    I risultati sono poi stati mitigati dalla diversificazione e dai risultati positivi degli altri strumenti, che hanno portato il risultato ad un -1,636%, già più accettabile sul mese.

    EDIT (ndr): giustamente mi hanno fatto notare che questa “perdita” sul valore degli ETF è solo “virtuale”, NON è stata realizzata vendendo. Io su tutti i miei aggiornamenti vado ad indicare il valore corrente dello strumento, in questo caso le operazioni di compravendita degli ETF vengono fatte 1 o 2 volte all’anno per ribilanciamenti e non sono state fatte operazioni a Febbraio.

    Ma oggi vorrei proporvi un report mensile un po’ diverso, nel tentativo di darvi qualche informazione più dettagliata, piattaforma per piattaforma.
    Facciamo prima composizione e numeri.

    Composizione degli strumenti P2P Lending e Crowdinvesting

    I miei investimenti Febbraio 2020
    Nel dettaglio i valori percentuali e assoluti di rendimento, sono i seguenti:

    Riepiloghiamo tutti gli strumenti monitorati, ordinati per interesse mensile decrescente

    Strumenti Guadagno
    Mensile
    Interesse
    Mensile
    Interesse
    Annuo
    Equivalente
    Investito  Valore
    TOT – 722,57 € -1,636 % -21,326 % 41.562,28 € 43.444,74 €
    Monethera (CI) 4,49 € 1,444 % 18,82 % 297,69 € 305,60 €
    TFGcrowd (CI) 20,35 € 1,172 % 15,28 % 788,37 € 841,40 €
    Wisefund (CI) 2,40 € 1,139 % 14,84 % 235,16 € 206,47 €
    Bondster (P2P) 13,67 € 1,132 % 14,75 % 1.090,51 € 1.183,21 €
    Crowdestor (CI) 17,38 € 1,125 % 14,67 % 1.360,19 € 1.512,97 €
    FastInvest (P2P) 1,93 € 1,107 % 14,43 % 94,19 € 170,72 €
    Swaper (P2P) 23,11 € 1,053 % 13,37 % 2.000 € 2.147,98 €
    Grupeer (P2P) 23,18 € 1,036 % 13,51 % 2.017,41 € 2.189,24 €
    Viventor (P2P) 12,35 € 0,990 % 12,91 % 1.100 € 1.220,05 €
    Mintos (P2P) 34,80 € 0,927 % 12,09 % 3.603,49 € 3.817,97 €
    RoboCash (P2P) 9,68 € 0,852 % 11,11 % 1.000 € 1.109,58 €
    Peerberry (P2P) 9,67 € 0,850 % 11,08 % 1.000 € 1.110,88 €
    Viainvest (P2P) 9,65 € 0,790 % 10,29 % 1.100 € 1.202,65 €
    EstateGuru (RE) 7,89 € 0,731 % 9,53 % 1.000 € 1.053,06 €
    Crowdestate (RE) 6,33 € 0,583 % 7,60 % 1.000 € 1.057,13 €
    Bondora (P2P) 3,29 € 0,486 % 6,34 % 680 € 692,39 €
    Bulkestate (RE) 1,62 € 0,347 % 4,53 % 428,42 € 453,24 €
    Iuvo (P2P) 8,71 € 0,326 % 4,24 % 2.590 € 2.598,71 €
    Housers (RE) 1,99 € 0,308 % 4,02 % 485,67 € 525 €
    Twino (P2P) 0,26 € 0,025 % 0,33 % 1.000 € 1.000,39 €
    Moneyfarm (ETF) – 935,32 € -4,532 % -59,08 % 18.691,18 € 19.046,10 €

    Cambiamenti nel portafoglio

    Non ci sono stati grossi ribilanciamenti, i movimenti “grossi” sono stati:

    • +2.000€ su Moneyfarm (in previsione un altra tranche da 1.000€ per arrivare e superare i 20K di portafoglio);
    • +2.500€ su una nuova piattaforma, Iuvo: qui vedete +2.590€ perché 90€ sono il “bonus di benvenuto” per chi deposita almeno 2.500€, se volete potete richiederli anche voi, qua;
    • +800€ su Twino, volevo portarla a 1.000€, come sapete ho deciso di riaprire la posizione, visto lo storico della piattaforma.

    Come vi dicevo il mese scorso, ho iniziato ad attuare alcune modifiche, riaprendo e preferendo strumenti e piattaforme con uno storico più consolidato (anche se offrono qualche punto percentuale in meno, come Iuvo e Twino!), andando a ridurre le piattaforme considerate più rischiose, in attesa dei bilanci 2019, che ho già richiesto, ma che non arriveranno prima di Aprile e Maggio.

    Ma quali sono le piattaforme sorvegliate speciali?

    Beh, se mi avete seguito fino adesso lo sapete già… se invece è la prima volta che mi leggete, potete capirlo dai valori investiti per piattaforma… ma non voglio fare il misterioso e nell’ordine troviamo:

    • Monethera, ha attualmente problemi con l’istituto bancario Paysera e hanno bloccato sia i prelievi che i depositi. Questa settimana sarà decisiva per capire se Monethera sia legittima o meno. In ogni caso temo che la reputazione della piattaforma sia ormai minata irreversibilmente.
    • Wisefund, tra le sorvegliate speciali, per la poca trasparenza sul loro fondo di protezione e Buyback.

    Le due piattaforme sopra sono le 2 principali indiziate di questo periodo, hanno subito un pesantissimo Bank Run negli ultimi mesi, che ha causato il blocco delle attività di Buyback.
    Entrambe le piattaforme sono state poi subissate da domande e richieste e mentre Monethera rispondeva in modo più evasivo, Wisefund è riuscita finora a rispondere meno superficiale.

    Ci sarebbe stata anche Fastinvest, per i soliti motivi legati ai Loan Originators storici e a fattacci passati del loro Management Team… però devo spezzare una lancia a favore, Fastinvest ha finora onorato ogni singolo prelievo e ha passato uno Stress Test tra Gennaio/Febbraio che probabilmente avrebbe messo in ginocchio qualunque piattaforma… non posso raccomandare la piattaforma con l’aria che tira ma, onore al merito, finora si è comportata egregiamente.

    Infine molti mi chiedono lumi su Crowdestor e TFGcrowd, anch’esse sorvegliate, più che altro per la tipologia di Buyback.
    Queste 2 piattaforme non hanno subito il Bank Run di Gennaio/Febbraio, non offrendo opzioni di Early Exit, ma sono finite sotto i riflettori.
    Diversi progetti sono stati confermati, più o meno direttamente da Due diligence di investitori o blogger. Alcuni progetti sono risultati carenti di informazioni, spesso con capitali sociali ridicoli, ma finora non sono stati confermati progetti fake. Iscrivetevi al blog o sui miei social, se volete rimanere aggiornati.

    Ma vediamo le piattaforme rimanenti, in ordine di interesse mensile.

    Bondster

    Bondster è una delle pochissime piattaforme al di fuori del trio Lettonia/Estonia/Lituania, avendo sede in Repubblica Ceca.
    I bilanci di Bondster 2017 e 2018 non mostrano ancora numeri felici, non tanto per le perdite che startup finanziarie solitamente incamerano i primi anni per poi girarsi in profitto, ma più che altro per il rapporto tra perdite e assets.
    I dipendenti della piattaforma sono molto gentili e disponibili e mi hanno girato tutto senza remore, in trasparenza. I bilanci sono in Corone Ceche e i numeri mostrano i seguenti:

    • 2017 -> Assets pari a 26.508.000 Corone CZK (pari a 1.039.835€ con il cambio attuale) per una perdita di -8.008.000 CZK (pari a -314.131€)
    • 2018 -> Assets pari a 19.056.000 CZK (pari a 747.514€) per una perdita di -11.800.000 CZK (pari a -462.881€)

    Se ci fermassimo a questi numeri, vedremo la riga degli Assets ridursi (che include capitale, equity..), con una perdita annua che aumenta.
    Questo è però dovuto esclusivamente alle perdite accumulate dagli anni precedenti (rigo Accumulated Losses from Previous Years), che sono aumentate e hanno eroso il capitale.
    Sarà interessante vedere il prossimo bilancio, per capire se i numeri si stanno raddrizzando e se possiamo consolidare la piattaforma nel portafoglio.
    Ad oggi la piattaforma a me piace e la tengo nel portafoglio nell’ottica di diversificare anche per paesi e nazionalità.

    Swaper

    Swaper è una delle piattaforme che vorrei aumentare a 5.000€, per raggiungere la quota necessaria al 14% di interesse fisso.
    Anche qui ho richiesto i bilanci, con Assets e Profits/Losses. Di seguito la loro risposta:

    Risposta da Swaper
    Risposta da Swaper

    La piattaforma nasce nell’Ottobre 2016 e traspaiono dalla risposta alcuni dati:

    • 2017 -> -237.939€ LOSS
    • 2018 -> +127.528€ Profit
    • 2019 -> +361.998€ Profit

    Rimaniamo in attesa del bilancio consolidato (che includa l’operatività di Wandoo Finance, Loan Originator e gruppo a monte) previsto per Aprile 2020… rimaniamo fiduciosi, ho alcune aspettative su questa piattaforma.

    Grupeer

    Grupeer sta lavorando in modo importante a livello marketing per accaparrarsi un posto d’onore a livello Europeo e per essere una delle poche piattaforme baltiche che mira espressamente al mercato italiano.
    Rilasciano ormai aggiornamenti settimanali, sono presenti sui Social, disponibili alle richieste di investitori e blogger…. recentemente sono stati anche al Microfinance Summit 2020 di Roma e all’evento P2PHeroes di Torino.
    I bilanci di Grupeer mostrano tra gli anni 2017 e 2018 un’azienda in fortissima crescita, nel 2018 ancora in perdita di 46.000€, ma con un bilancio quasi milionario, 25 dipendenti e con un ordine di grandezza abbondante rispetto ai numeri 2017.
    La crescita nel 2019 non si è arrestata, anzi, è proseguita a livelli altissimi e onestamente mi aspetto di vedere un bilancio 2019 (dovrebbero rilasciarlo il 1° Maggio) in attivo.

    Viventor

    Ho avuto una chiacchierata con il CEO di Viventor Andrius Bolšaitis (persona squisita e disponibilissima), che mi ha anticipato qualche numero del bilancio 2019, che verrà ufficializzato nei prossimi mesi.
    Mi ha chiesto di non pubblicarlo ancora, ma posso anticiparvi che i numeri sono più che triplicati rispetto al 2018 nei fatturati, riducendo le perdite quasi di un 40% (la piattaforma era in perdita nel 2018 per quasi 120.000€, ma questo secondo me non deve preoccupare, guardando il capitale e gli investimenti che stanno facendo).
    Rispetto al 2018, dove i numeri traballavano ancora, risultano avere un capitale di 1,3 milioni di € con un patrimonio netto di circa 475.000 €.
    I numeri indicano una fortissima espansione e la struttura ad oggi è un piacere da contattare, sempre disponibili e veloci. Spero continuino così.

    Mintos

    Mintos è leader Europeo, incontrastato. Proprio oggi ho aggiornato la tabella dei Loan Originators di Mintos, dove potete trovare le principali informazioni di ogni Loan Originator, per ogni paese, includendo il Rating di ExploreP2P, il Rating di Mintos, se ha Buyback, Skin In The Game, se riconosce gli interessi in ritardo, etc… Scaricatelo gratuitamente anche voi, per ottimizzare la vostra strategia.

    ADD_THIS_TEXT

    Mintos offre investimenti da 67 Loan Originators che lavorano con 120 Società differenti in 33 Paesi del mondo.
    Con Mintos il problema non è investire o diversificare, ma trovare la propria strategia più corretta.
    Secondo il mio parere la cosa più importante per investire con successo su Mintos è scegliere in modo oculato e consapevole i Loan Originators (ma questo vale anche per le altre piattaforme).
    Non abbiate paura a deselezionarne alcuni e non siate troppo avidi nelle richieste dei vostri Autoinvest: chiedendo solo tassi elevati o scadenze brevi, vi troverete un portafoglio scarsamente diversificato, con solo i soliti 3 o 4 Originators. E scegliete con criterio i Loan OriginatorsEurocent, Rapido e Aforti insegnano…
    Ma vi voglio mostrare qualcosa che non vi aspettate… i profitti dei bilanci:

    • 2015 -> in perdita per -93.880€
    • 2016 -> in perdita per -180.738€
    • 2017 -> in utile per +195.749€
    • 2018 -> in utile per +13.496€

    L’utile della piattaforma, come società “AS Mintos Marketplace” non è nulla di eccezionale, sebbene sia la prima piattaforma Europea (con enorme distacco dalle altre, dove fanno a cazzotti Twino, Bondora, Peerberry e Fellow Finance) per volumi di prestiti offerti (escluse le Inglesi FundingCircle e Zopa, in Sterline e a rischio Brexit).
    Per vostra informazione Mintos era stata finanziata da 4 investitori in 2 tranche, nel 2016 in fase seed per 2 milioni e poi nel 2018 con altri 5 milioni.
    Questi stessi investitori (in particolare l’imprenditore Aigars Kesenfelds, azionista di circa un centinaio di aziende) risultano anche azionisti di un buon numero di Loan Originators di Mintos.
    Detto questo, la cosa realmente interessante sarebbe riuscire ad avere il quadro completo, magari con un bilancio consolidato di gruppo… ma forse è chiedere troppo 🙂

    Robocash

    Robocash è una piattaforma un po’ controversa… da una parte presenta uno dei più elevati tassi di ritardi e buyback sui propri prestiti (talvolta sfiora il 40%), ma dall’altra presenta uno dei bilanci di gruppo più corposi e profittevoli che si possa vedere in questo settore.
    Come gruppo ha a bilancio quasi 10 milioni di € di profitto nel 2018, trainati dalle filiali Russia, Kazakhstan e poi Spagna, che praticamente pagano e investono nelle crescite delle altre filiali negli altri paesi, non ancora profittevoli, come ad esempio il Vietnam.
    Se questi numeri si confermeranno nei bilanci 2019, la piattaforma Robocash consoliderà la sua posizione tra le piattaforme del panorama Europeo.

    Peerberry

    Non sono in possesso dei bilanci per Peerberry, ma posso solo commentare i numeri pubblici del gruppo Aventus, gruppo che controlla la piattaforma.
    Se abbiamo parlato del bilancio di gruppo di Robocash come straordinario, beh, quello di Aventus non è da meno. Non ho i documenti ufficiali, ma provo a commentare alcuni numeri che Peerberry ha ufficializzato sul suo blog.
    Li potete trovare qui e qui.
    Il gruppo Aventus contava nel 2018 circa 250 dipendenti per un profitto netto di circa 3,94 milioni di €.
    Nel 2019 la crescita è stata eccellente, arrivando a circa 700 dipendenti, per un profitto netto pari a circa 12,6 milioni di €.
    Il gruppo Aventus è il principale partner di Peerberry e detiene la maggioranza dei Loan Originators per circa l’80% dei prestiti emessi sulla piattaforma.

    Viainvest

    Anche Viainvest è un gruppo consolidato del settore, che opera sotto il cappello del gruppo VIA SMS Group dal 2011.
    I suoi bilanci sono tutti “auditati” e si possono scaricare liberamente dal loro sito.
    Andando a prendere solo i profitti, troviamo i seguenti:

    • 2011 -> in perdita per -1,38 milioni
    • 2012 -> in perdita per -2 milioni
    • 2013 -> profitto +702.000€
    • 2014 -> profitto +1,588 milioni
    • 2015 -> profitto +1,376 milioni
    • 2016 -> profitto +1,109 milioni
    • 2017 -> profitto +1,285 milioni
    • 2018 -> profitto +2,769 milioni
    • 2019, primo semestre (non auditato ancora) -> profitto +1,273 milioni

    Interpretate i numeri come volete, comunque al 2020 il gruppo che detiene Viainvest compie 10 anni e dopo i primi 2 anni di gavetta in perdita, l’azienda ha consolidato un fatturato con dei profitti notevoli.
    Sono curioso però di vedere se e quanto sono cresciuti nel 2019, guardando il risultato del primo semestre sembrano essere in linea coi risultati degli anni precedenti… consolideranno la posizione o cresceranno come è cresciuto mediamente il settore?

    Estateguru

    Estateguru viene spesso definita come la migliore tra le piattaforme in lending immobiliare. Progetti settimanali, se non giornalieri talvolta, ad oggi nessuna perdita di capitale.
    La storia di Estateguru dice che la piattaforma è stata creata nel 2014 e per 2 anni è stata una startup finanziata in evoluzione.
    Questo fino al 2016, primo anno di svolta, dove, con un team di 10+ persone, la piattaforma ha iniziato a finanziare progetti, a sviluppare funzioni (come l’Auto-Invest) e mercati fuori dai Paesi Baltici. Riepilogando in breve la storia:

    • 2015 -> non sono disponibili dati di bilancio, la piattaforma è riuscita a finanziare il suo primo milione
    • 2016 -> la piattaforma è stata finanziata (fase seed) con 225.000€, il team supera le 10 persone, raggiunge i primi 10 milioni di prestiti… chiude in perdita per -91.000€
    • 2017 -> secondo round di finanziamento (ancora seed) per 240.000€, raggiunge i 30 milioni di prestiti emessi per oltre 10.000 investitori iscritti… chiude in perdita per -76.000€
    • 2018 -> supera i 50 milioni di progetti finanziati, chiuderà il primo anno in profitto per +119.000€
    • 2019 -> supera i 100 milioni di progetti finanziati con oltre 20.000 investitori iscritti sulla piattaforma… non sono ancora disponibili dati di bilancio.

    A me la piattaforma piace molto, si può investire partendo da 50€ e qualche mese fa è stato sviluppato il Mercato Secondario.

    Crowdestate

    Crowdestate è una piattaforma che ha visto i suoi momenti migliori qualche tempo fa, dove è stata una piattaforma quasi di moda, con interessi elevati… ha poi visto un lento declino l’anno scorso, per tornare poi lentamente alla ribalta quest’autunno e inverno.
    Anche Crowdestate ci offre uno storico interessante, partendo dai bilanci del 2014. Ho fatto piuttosto fatica a leggerli in Estone, traducendo ogni singola voce con Google Translate, ma spero di potervi dare qualche dato:

    • 2014 -> Utile di esercizio: +2.196€
    • 2015 -> Utile di esercizio: +14.137€
    • 2016 -> Utile di esercizio: +156.420€
    • 2017 -> Utile di esercizio: +181.582€
    • 2018 -> Utile di esercizio: +493.192€

    Anche per Crowdestate dovremo attendere Aprile/Maggio per i risultati del 2019.
    Crowdestate per me è stata una piattaforma sofferta, c’è stato un po’ di amore e odio, che però si è risolto qualche mese fa, quando mi sono buttato sul Mercato Secondario.
    Devo dire che il Mercato Secondario di Crowdestate è piuttosto liquido e non è così difficile sbarazzarsi dei propri investimenti, talvolta anche portando a casa un piccolo bonus.
    Da allora Crowdestate è tornata tra le preferite.

    Bondora

    Che io NON sia un fan di Bondora non è un segreto! In molti si lanciano (e si sono lanciati) con Portafogli PRO, accecati da rendimenti del 20+%, senza guardare Rating o Default Rate.
    Questi portafogli normalmente sono in positivo per i primi mesi, talvolta anche per anni, ma poi i default vanno ad accumulo e iniziano a diventare poco sostenibili (ricordo che non c’è Buyback!).
    Questo non vuol dire che non si possa guadagnare con Bondora PRO nel lungo termine, ma le operazioni di selezione, gli autoinvest, vanno selezionati in modo oculato e intelligente.
    A favore devo invece dirvi che Bondora ha uno dei Mercati Secondari più liquidi che abbia mai visto (Mintos a parte!) e sbarazzarsi dei propri Loans è quasi questione di minuti!
    Devo poi dire che ho giocato spesso sul Secondario, comprando a sconto e rivendendo con Bonus… è abbastanza divertente e può boostare i vostri rendimenti… per quello che mi riguarda, ho smesso perché il tempo che impiegavo era superiore al profitto extra… è stato più che altro un passatempo divertente e formativo.

    Detto questo, io stesso ho riaperto posizione su Bondora, questa volta utilizzando un classico Go&Grow, diciamo che la soddisfazione di vederlo come un Conto Deposito al 6,75% lordo è piacevole (attenzione, con tutti i rischi del caso… non c’è copertura bancaria ed è pur sempre P2P Lending! Investite consapevoli!).
    Ma guardiamo un paio di numeri anche qua:

    • 2015 -> in perdita per -1.852.783€
    • 2016 -> in perdita per -1.443.847€
    • 2017 -> in utile per +137.321€
    • 2018 -> in utile per +99.984€ (partendo da oltre 10 milioni di entrate!)

    Vi aspettavate di più? Onestamente anch’io…

    Bulkestate

    Bulkestate è stata una piccola rivelazione. La piattaforma mi piace molto, ha solo il difetto che i progetti che ripagano mensilmente sono pochissimi… quasi tutti in Full Bullet… e questo si trasforma in rendimenti mensili incostanti…
    Ma perché mi piace? Per la disponibilità della piattaforma a dimostrarsi trasparente e presente con gli investitori.
    Quando loggate nella vostra area riservata trovate la sezione “Forum” dove si aprirà una finestra di discussione per ogni progetto sul quale avete investito.
    Ad oggi Bulkestate è stata molto presente e disponibile, rispondendo a tutte le domande e fornendo i documenti che gli investitori richiedevano loro, sui singoli progetti.
    Questo comportamento ha fatto prendere loro molti punti.
    Ma guardiamo 2 numeri anche qua:

    • 2017 -> in utile per 55.111€
    • 2018 -> in utile per 157.425€

    Iuvo

    Iuvo viene decantata moltissime volte per la qualità dei propri Loan Originators, unica nel suo genere a richiedere un 30% di Skin In The Game (a parte KFP che ha “solo” il 20%… su Mintos mediamente siamo tra il 5 e il 10%).
    La piattaforma ha tutte le carte in regola per dare filo da torcere alle concorrenti, nonostante i rendimenti siano mediamente leggermente inferiori e non offra gli interessi in ritardo sul Buyback.
    Proseguiamo allora con un focus sui profitti e notiamo che:

    • 2017 -> in perdita per -353.993€
    • 2018 -> in perdita per -394.739€

    Come li valutiamo questi dati? Noi finora abbiamo messo il focus solo sui profitti, cosa insufficiente per valutare un’azienda… del bilancio bisognerebbe guardare tutto, capitale, uscite, incluse le variazioni percentuali annue… tralasciamo l’analisi approfondita, che meriterebbe un post a se, ma andiamo a vedere semplicemente la voce Assets, che include il capitale, i cash, etc.

    • 2017 -> Total Assets 979.566€
    • 2018 -> Total Assets 1.452.767€

    Se valutiamo i trend di questi 2 parametri, la perdita è aumentata dell’11,5%, mentre gli Assets sono aumentati del 48,3%.
    Siccome anche Iuvo è cresciuta molto nel 2019, io penso sia corretto aspettare Maggio, per vedere la rotta che hanno preso questi numeri.
    Io ho aperto la piattaforma questo mese, approfittando di un bonus di 90€, se vuoi, puoi richiederlo anche tu qua.

    Housers

    Purtroppo Housers è stata una delle pochissime a non rispondere alle mie richieste, mandandomi solo link alle loro statistiche, con dati poco utili.
    Housers ha diversi difetti, il numero di progetti in ritardo o in direzione di default mi sembra stia aumentando e le risposte alle richieste non sono quasi mai esaustive.
    Il Mercato Secondario, che potrebbe essere uno strumento potente e vincente per sostenere una piattaforma, è castrato sotto forma di quel CCD inaccessibile e scomodo… tra l’altro è aperto alla minoranza dei progetti.
    La mia strategia su Housers adesso è quella di investire esclusivamente su progetti Italiani, che cerco di studiare in modo approfondito.

    Twino

    Twino è sempre stata una delle piattaforme storiche e i numeri che la piattaforma mostra sono da capogiro!
    Si parte dal 2015 per 3 anni pesantemente negativi, ma con Assets importanti, parliamo di circa 50 milioni:

    • 2015 -> in perdita per -1.374.000 €
    • 2016 -> in perdita per -1.719.000 €
    • 2017 -> in perdita per -11.516.000 €
    • 2018 -> in utile per +6.124.000 €

    In molti avevano abbandonato Twino perché non rispettava le aspettative di rendimento degli investitori, ma se dobbiamo andare a vedere la storicità di una piattaforma e i bilanci, beh, Twino merita una valutazione. Twino ad oggi offre rendimenti fissi tra l’8 e il 10% senza esposizione valutaria, si arriva poi al 12% con esposizione in valuta estera… ma io perché non dovrei “accontentarmi” di un 8 o 10% su una piattaforma solida, quando comunque investo sul Go&Grow al 6,75%?
    Per questo ho deciso di ridare una possibilità a Twino, sempre in attesa di rivedere i numeri 2019.

    Moneyfarm

    Di Moneyfarm non ho i bilanci, anche se ho letto che la Holding (MFM Investment Ltd) ha bruciato qualche milionata negli anni scorsi (tutto normale 🙂 ).
    So inoltre che è stato fatto un aumento di capitale importante, intorno ai 40 milioni, a Settembre 2019 da parte di Poste Italiane e del gruppo Allianz, che era già azionista di minoranza all’interno di Moneyfarm.
    Detto questo, portale e gestione sono interessanti ed è sempre possibile interfacciarsi con il proprio consulente.
    Come sapete Moneyfarm è un Roboadvisor che investe per te in Gestione Patrimoniale su ETF, in base ad un tuo profilo di rischio.
    Ad oggi mi sento soddisfatto del prodotto, nonostante il crollo di questo mese. Sulla Gestione Patrimoniale ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo ad un post dedicato.

    Andando oltre, ho intenzione di pubblicare i risultati che otterrò investendo in autonomia con la piattaforma Degiro, broker che ho scelto per investimenti su Azioni Italiane, Azioni USA e ETF Europei. Su questo, Work In Progress, vedremo se riuscirò a pubblicare tutto al prossimo aggiornamento.

    In conclusione, so di aver messo un focus importante esclusivamente sui profitti delle piattaforme e che un focus di questo tipo non è esaustivo, anche se interessante e fornisce diversi spunti.
    Potrebbe essere interessante valutare i bilanci di ogni piattaforma, ma lasciamoci con questa promessa dopo Aprile/Maggio, così potremo valutare i numeri aggiornati del 2019.

    Nel mentre continua il mio viaggio verso i 50.000€ di investimento… forse per il mese prossimo o quello dopo potrei arrivarci.

    Se volete approfondire le piattaforme, sul menù in alto potete navigare tra le recensioni e gli andamenti per ognuna di essere.
    Se invece siete curiosi dell’andamento completo del mio portafoglio, mensile e annuale, potete andare alla pagina di riepilogo.

    Scrivetemi o iscrivetevi al blog o su uno dei miei Social.
    Sharing is caring!

    Un abbraccio a tutti, Emanuele

  • Blog,  P2P Lending,  Piattaforme,  Recensioni

    IUVO Group – La pagella

    Questa mia recensione è frutto solo ed esclusivamente della mia esperienza personale.

    Strumento Voto Finale
    IUVO, iscriviti!
    Voto
    Strumento interessante
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice metà

    IUVO è una piattaforma Estone di P2P Lending (prestito tra privati), che opera sotto forma di Marketplace (come Mintos, Viventor, Peerberry e molte altre).

    Ha sede in Estonia, a Tallin, ed opera da Agosto del 2016 come intermediario di credito regolamentato dall’Estonian Financial Supervision Authority.

    Opera come marketplace e lista al suo interno prestiti di 8 differenti Loan Originators (sarebbero 9, ma recentemente hanno abbandonato BBG, Business Bank Group che operava in Georgia). Questi sono EasyCredit, VivaCredit, iCredit, Fast Finance, KFP, Ibancar, Adwisers e NordCard e operano tra Bulgaria, Romania, Polonia, Spagna e Lettonia.

    Tutti questi offrono garanzia di Buyback, anche se il Buyback NON prevede gli interessi in ritardo, ma solamente la quota capitale (in inglese “principal“).
    Infine uno dei punti estremamente a favore della piattaforma Iuvo è che i Loan Originators hanno tutti il 30% di Skin In The Game (a parte KFP che è l’unica ad avere il 20%). Questo distingue la piattaforma, visto che siamo abituati a vedere i Loan Originators di Mintos o Viventor (ad esempio), che normalmente viaggiano tra il 5 e il 10%.
    Ricordo che il termine Skin In The Game sta a significare quanto il Loan Originator investe di tasca sua per ogni singolo prestito e questo normalmente dovrebbe essere un indicatore della qualità del prestito stesso; si presuppone che l’Originator vada a listare prestiti di una certa qualità, avendo investito egli stesso una quota minima del 30%.

    Tipologia Investimento Minimo Sede
    Tipologia
    P2P Lending
    Investimento Minimo
    10€
    Location
    Sede a Tallin, Estonia
    n° Investitori Prestiti erogati finora Ritorno Storico
    n° investitori
    18.637 (feb.20)
    Prestiti erogati finora
    110.058.355 € (feb.20)
    Ritorno Storico
    9,2% (feb.20)

    La piattaforma è abbastanza semplice, molto simile in struttura a quelle che già conosciamo.
    Mercato primario, Autoinvest personalizzabili e mercato secondario fanno da padrone, ma poi si trovano dei bei riepiloghi sulle statistiche e sui dettagli dei vari Loan Originators, nel caso vogliate approfondire.

    Navigabilità sito Reportistica
    Navigabilità
    Semplice
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice 1 quarto
    Reportistica
    Completa e fruibile
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice metà
    Interessi % Liquidità / n° Progetti
    Interessi %
    Mediocri su rating alti
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice metà Pollice vuoto
    Liquidità
    Buona
    Pollice pieno Pollice pieno
    Pollice pieno Pollice 1 quarto

    Ma allora quali sono i punti dolenti?

    I vari Loans sono listati in base al loro Rating, che può andare dalla A per il Loan di qualità migliore, fino al Rating HR, tipica sigla che sta per High Risk, ossia per quei prestiti molto rischiosi.

    Ad ogni Rating corrisponde una probabilità di default del prestito, che secondo le loro FAQ sono:

    • A -> probabilità di default da 0 a 4% (mediamente uno su 50)
    • B -> probabilità di default da 4 a 10% (mediamente uno su 14)
    • C -> probabilità di default da 10 a 18% (mediamente uno su 7)
    • D -> probabilità di default da 18 a 25% (mediamente uno ogni 4,5)
    • E -> probabilità di default da 25 a 35% (mediamente quasi uno su 3)
    • HR -> probabilità di default oltre il 35% (mediamente oltre uno su 3)

    Capite che questi Rating su una piattaforma dove il Buyback NON copre gli interessi fanno la differenza.
    Detto questo, mediamente la piattaforma offre interessi bassi sui Rating migliori e interessi alti sui Rating peggiori (come è normale che sia).
    Questi però variano molto anche in base alla lunghezza del prestito, mediamente i prestiti con rating migliori e interessi più alti sono anche quelli più lunghi in scadenza.

    Mediamente sul mercato primario si trovano prestiti:

    • A tra il 5 e il 9/10% di interessi
    • B tra il 5,8 e il 9/12%
    • C tra il 6,3 e l’11%
    • D tra il 7  e l’8,5%
    • E tra il 9,7 e il 12%
    • HR tra il 14 e il 15%

    Accaparrarsi i prestiti migliori con gli interessi più alti non è semplice, a volte sono prestiti a 36 mesi o oltre e tendono a sparire velocemente. Per questo io ho creato diversi Autoinvest, alla ricerca dei prestiti migliori e più brevi, oppure aumentando il rischio con alcuni Short Term.

    Per quello che riguarda la navigazione sul Mercato Primario o Secondario, c’è una seconda nota dolente, ossia che non è semplice filtrare o capire la durata dei prestiti a colpo d’occhio.
    I prestiti sono listati per durata in base a “Instalment Type” e “Term“, ma non troverete una durata in giorni o mesi che vi dirà subito quando scade il prestito.
    In pratica “Instalmente Type” vi dice ogni quanto tempo il Borrower deve fare un pagamento, mentre “Term” indica quanti pagamenti totali deve fare per estinguere il prestito e (tra parentesi) quanti ne ha già fatti.

    In sostanza, per capire la durata del prestito, bisogna moltiplicare “Instalment Type” (che può essere in giorni o mesi) e “Term”… non potevano aggiungere una colonna coi giorni o mesi residui? Secondo me dovrebbero farlo…

    App Mobile BuyBack
    App Mobile
    Non disponibile
    Non disponibile
    BuyBack
    Dopo 60 giorni di ritardo
    Disponibile
    Mercato Secondario / Exit Options Auto-Invest
    Mercato Secondario / Exit Options
    Presente
    Disponibile
    Auto-Invest
    Disponibile
    Disponibile

    Passiamo adesso agli screenshot, ho aperto il mio account questo mese con 2.500€ (cifra che mi ha permesso 90€ di bonus).
    Partiamo dalla Dashboard, il classico Cruscotto di controllo del conto:

    Iuvo Dashboard
    Dashboard di Iuvo

    Segue la pagina dove troverete tutti i vostri investimenti, con la possibilità di venderli poi sul Secondario, con sovraprezzo o sconto:

    Iuvo My Investments
    I miei investimenti su Iuvo

    La schermata del Mercato Secondario è invece questa.
    Se per il Mercato Primario l’ammontare minimo per investimento è 10€, sul Mercato Secondario non c’è limite, potete investire anche cifre inferiori:

    Iuvo Secondary Market
    Mercato Secondario di Iuvo

    E chiudiamo con uno dei miei Autoinvest, che spesso mi chiedete.
    Qui ho impostato uno Short Term entro i 3 mesi, fino al Rating E, nel tentativo di prendere alcuni prestiti con interesse elevato, ma che si svincolino velocemente… probabilmente la strategia migliore per i Rating più rischiosi non è questa, ma quella di prendere prestiti lunghi, per poi rivenderli sul Mercato Secondario prima della scadenza, quando la probabilità di default tende ad aumentare… questo però prevedrebbe un ruolo più attivo di quello che posso permettermi e quindi ho deciso di optare diversamente.

    Iuvo Autoinvest Short Term
    Autoinvest Iuvo per Short Term

    Come vedete ho deciso di dare molta fiducia a Iuvo.
    Piattaforma onesta che lista pochi Originators, ma buoni.
    Loan Originators che presentano tutti i dati finanziari e sembrano essere solidi e profittevoli.
    Skin In The Game la più alta presente tra le piattaforme, 7 LO con il 30% e solo 1 LO con il 20% (comunque dato altissimo, sulla media del 5/10% delle altre piattaforme).

    I ritorni non saranno probabilmente tra i più alti sul mercato, ma io penso che oggi l’investitore medio sia ben disposto a rinunciare a qualche punto di rendimento, se ottiene qualche garanzia in più sulla bontà e buona salute di piattaforme e originators.

    Come potete vedere dagli screenshot, io ho deciso di aprire il conto con 2.500€, il che mi ha permesso di ottenere subito un bonus di 90€.
    Il bonus di Iuvo purtroppo non funziona con il semplice link, ma bisogna che io vi autorizzi e inviti personalmente.
    Si può accedere a 2 bonus:

    • 30€ se investite almeno 1.000€, oppure
    • 90€ se investite almeno 2.500€.

    Se siete interessati anche voi a provare Iuvo, compilate per favore questo form e vi manderò il link per procedere all’iscrizione con il bonus.

    Se invece già utilizzi la piattaforma, condividimi la tua esperienzascrivimi nei commenti o sui social.

    E se puoi, condividi: sharing is Caring.
    Emanuele